Intervista a Takeshi Mizuno

Proponiamo, di seguito, la traduzione dell’intervista rilasciata a Ërshik, rivista di senryū e kyoka, a Takeshi Mizuno, pubblicata in Ërshik Special Issue II nel 2014. La traduzione dall’inglese è a cura di Elisa Bernardinis. Takeshi Mizuno, poeta giapponese e copywriter, nasce nel 1965 a Tokyo, figlio di un illustratore e autore di testi pubblicitari. Ispirato da un amico […]

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Un morso nella carne, di Valeria Simonova-Cecon

Recentemente ho avuto occasione di lettere un articolo sulla poesia haiku. Si trattava di un articolo interessante, scritto con cura e dedizione, ma in cui purtroppo erano presenti diversi errori ed equivoci (sicuramente non intenzionali, ma derivanti dalla mancata consultazione di fonti italiane serie ed affidabili sull’argomento). Tra altre cose, veniva citato e commentato un famoso haiku […]

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I sararīman senryū, di Valeria Simonova-Cecon

I sararīman senryū サラリーマン川柳 sono i senryū degli impiegati d’ufficio, che negli ultimi anni sono diventati famosi in Giappone soprattutto grazie al concorso annuale Sara-sen, organizzato dalla compagnia di assicurazioni Dai Ichi Life. I sararīman senryū possono essere divisi in tre gruppi principali: quelli che parlano della vita famigliare, quelli che parlano del lavoro vero e proprio e quelli che parlano […]

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Kishimoto Suifu, di Valeria Simonova-Cecon

Kishimoto Suifu (岸本水府, 1892-1965) è stato uno dei cosiddetti rokudaika (六大家) o “sei grandi scrittori di senryū”. Già all’età di 17 anni cominciò a inviare i suoi scritti alle colonne di senryū dei vari giornali. Per molto tempo lavorò come PR Manager in ditte di cosmetici, vestiti e dolci. Viene tutt’oggi considerato come uno dei […]

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I jiji senryū, di Valeria Simonova-Cecon

Oltre ai senryū degli impiegati d’ufficio (i cosiddetti sarariman senryū サラリーマン川柳), uno dei più famosi tipi di senryū del Giappone contemporaneo è quello dei jiji senryū (時事川柳), dedicati agli eventi correnti dal mondo della politica e dell’economica, e a tutte le novità sociali, dai cambi di governo agli ultimi pettegolezzi sulle celebrità. I senryū di questo tipo appaiono spesso […]

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Alcune tendenze dei senryū moderni, di Iriewani

Traduzione dal giapponese a cura di Valeria Simonova-Cecon. L’autrice dell’articolo, Iriewani (pseudonimo letterario), è nata in Giappone nella Prefettura di Kanagawa. Si è laureata presso l’Ochanomizu Daigaku, un’università per sole ragazze. Appassionata del mondo otaku, è anche una fedele partecipante del concorso Otaku senryū. Suoi lavori sono stati pubblicati in vari giornali e riviste, come […]

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Asō Jirō, di Valeria Simonova-Cecon

Asō Jirō (1888–1965) è stato uno dei rokudaika 六大家 o “Sei grandi autori di senryū”. Nato nella provincia di Hiroshima, intraprese la propria carriera letteraria inviando senryū al famoso quotidiano Yomiuri shinbun 読売新聞, diventando, in seguito, uno dei primi autori di senryū professionisti (cioè quegli autori in grado di guadagnarsi da vivere esclusivamente attraverso la composizione […]

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Sei haiku di Valeria Simonova-Cecon, scelti dalla Redazione

Valeria Simonova-Cecon (classe 1979) vive a Cividale del Friuli con il marito Andrea. Di origini russo-ucraine, è una scrittrice ed appassionata di poesia haikai dal 2004. Redattrice della rivista di senryū e kyōka in lingua russa Ershik, nonché amministratrice e traduttrice della Pagina Facebook Bannō Senryū for Gaijin, ama scrivere senryū, haiku, renku e studiare […]

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Il senryū, di Valeria Simonova-Cecon

Il senryū (川柳, “salice di fiume”) è un genere di poesia giapponese strutturalmente molto simile allo haiku. Anch’esso consta, infatti, di 17 sillabe (divise in tre segmenti fonetici di 5, 7 e 5 on). Tuttavia, mentre lo haiku deriva dallo hokku (発句), ossia il primo verso di una poesia a catena denominata renga (連歌), le origini del senryū sono legate al […]

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I toilette senryū, di Valeria Simonova-Cecon

Potrebbe sembrare strano, ma uno dei più noti concorsi di senryū in Giappone è dedicato alla toilette. La toilette giapponese era composta, in origine, da un semplice buco nel pavimento, sopra il quale bisogna accovacciarsi al contrario rispetto alla turca alla quale noi occidentali siamo abituati, cioè con la faccia rivolta al muro. Ma l’era […]

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