Come fumo d’incenso. Uno spiritual haiku di Lucia Fontana letto da Nicholas Klacsanzky

Commento a uno haiku di Lucia Fontana, tratto dal sito Haiku Commentary (9 settembre 2016).

barley expanse…
like incense smoke
the poppy waves

distesa d’orzo…
come fumo d’incenso
ondeggia il papavero

Mainichi, 17 agosto 2016

Una delle cose che più mi ha attratto di questo haiku è il fatto che presenta una similitudine. Di solito, negli haiku, tendiamo ad allontanarci il più possibile da metafore, personificazioni, similitudini e altri espedienti poetici analoghi che non presentano il soggetto ritratto in maniera oggettiva.
È anche vero, tuttavia, che fa parte della tradizione haiku il ricorrere alla similitudine come una sorta di “giochetto mentale”, per canalizzare l’attenzione del lettore verso una verità più profonda. Anche se l’utilizzo di questo effetto deve avvenire con parsimonia, laddove viene usato funziona davvero bene. È come quando si suona in un certo modo e, all’improvviso, si inserisce una nota che contrasta con il ritmo generale; sorprende il pubblico e può contribuire a rendere davvero speciale la performance. In ogni forma d’arte siamo soliti scavalcare i confini per rivelare nuove emozioni o per esprimere qualcosa che ha bisogno di essere espresso.

Nonostante il primo rigo sia semplice, presentando il classico kireji (il “carattere che taglia”, un segno di punteggiatura in inglese), il rigo che segue inizia con un “come”, attivando una similitudine che possiede delle sfumature spirituali. Molte persone che scrivono haiku hanno un background buddhista, come Bashō, il “padrino” dello haiku moderno (o dello hokku, com’era chiamato a quei tempi), il quale era un praticante Zen. Lo haiku non è una forma d’arte Zen, ma è altrettanto vero che lo Zen ha profondamente influenzato lo haiku durante il suo processo di affrancamento da quella poesia a catena chiamata renga e di trasformazione in una forma poetica più seria, filosofica e fortemente orientata a mostrare l’intima connessione tra uomo e natura.

Attraverso l’espressione “fumo d’incenso”, il lettore è spinto ad osservare i petali del papavero che si girano nel vento, proprio come riccioli di fumo. Questa immagine è ancor più forte se teniamo a mente i vari colori: l’orzo, di un giallo dorato, e i papaveri, di un rosso sensuale. Il rosso è considerato il colore della passione e della devozione. In un certo senso, credo che l’autrice voglia dire che scorge un non so che di etereo nel modo di ondeggiare dei petali. Questi sono soffici e leggeri e si stratificano uno sopra l’altro. Credo che il raffronto tra questi petali e il fumo dell’incenso sia appropriato; i colori recano una sensazione di innocenza, di spiritualità e di consapevolezza.

Anche se i puntini di sospensione paiono tagliare chiaramente lo haiku in due parti, potremmo anche leggere l’opera nel modo seguente: distesa d’orzo… come fumo d’incenso / ondeggia il papavero. Questa lettura dona una nuova prospettiva allo haiku, suggerendo che i papaveri stiano interagendo con il campo d’orzo in maniera del tutto naturale, pur celando una dimensione spirituale di fondo.
Ad ogni modo, entrambe le letture riescono a richiamare un senso di magia della natura. Da bambini, percepiamo la forza e il mistero della natura durante le nostre esplorazioni in foreste, pianure, deserti, ecc. Da adulti, invece, tendiamo a perdere questa percezione magica.
Credo che la sensazione che questo haiku intende proporre sia quella di una possibile riappropriazione da parte dei nostri occhi della spiritualità e del mistero della natura.
È interessante notare il ricorso alla parola expanse (“distesa”) e incense (“incenso”), le quali rimano tra loro e richiamano in egual misura un qualche aspetto spirituale. Altrettanto importante è poi la connessione tra smoke (“fumo”) e poppy (“papavero”), con ripetizione del suono “o”, il quale dona un senso di prolungamento (legato, ad esempio, al percorso dell’incenso nell’aria). I puntini di sospensione contribuiscono, in tal senso, ad enfatizzare un senso di continuità.

Lucia Fontana ha composto uno haiku davvero unico, utilizzando la similitudine, i colori e il movimento in modo toccante e significativo. L’augurio è che sempre più poeti moderni facciano ricorso alla similitudine in maniera analoga, rivolgendo sempre più spesso la loro attenzione ad argomenti spirituali.

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