L’indifferenza delle gru, di Chris Drake

Lettura critica di uno hokku di Kobayashi Issa, tratta dal gruppo di discussione Haikai Talk. Traduzione dall’inglese a cura di Luca Cenisi.

In lode delle gru —

人の引小松の千代やさみすらん
hito no hiku ko matsu no chiyo ya samisuran

gli uomini sradicano
i millenni dei giovani pini –
l’indifferenza delle gru

Questo hokku risale al decimo mese (novembre) del 1820, quando Issa si stava spostando nei pressi della sua città natale. Il secondogenito del poeta, Ishitarō, era nato il 5 novembre; undici giorni dopo Issa cadde e si rese conto si essere rimasto parzialmente paralizzato. È dunque probabile che egli compose questo hokku reggendo il pennello con una sola mano e muovendo un solo braccio.
Il componimento pare essere stato scritto in occasione delle celebrazioni del Nuovo Anno, dal momento che richiama l’usanza di andare nel bosco a strappare dal suolo gli alberelli di pino – radici comprese – per portarli a casa e riverirli come simbolo di longevità (secondo un’antica tradizione cinese, infatti, i pini sarebbero in grado di vivere mille anni). Issa manifesta qui il proprio scetticismo nei confronti di questa usanza e compone lo hokku concentrandosi sul punto di vista delle gru, che pure si narra siano capaci di vivere per un millennio. La nota d’esordio ci informa che l’opera venne composta in lode delle gru, quindi il verbo presente nell’ultimo rigo [samisuran, N.d.T.] pare riferirsi proprio a questi animali.

Stando al componimento, coloro che si sono addentrati nel bosco sembrano invidiare le gru, vedendo questi uccelli volare sotto la chioma di un pino millenario o liberi nel cielo, e dunque cercano di emulare la loro longevità portando a casa alcuni giovani alberelli di pino per metterli in mostra e pregare per una vita lunga e piena di felicità.
Le gru, tuttavia, non sembrano contraccambiare il rispetto mostrato dagli umani. Secondo Issa, infatti, questi uccelli vedono gli uomini come degli intrusi, lanciando grida di sgomento od occhiate dure e fredde. In ogni caso, il poeta sente che le gru sono contrariate dall’atteggiamento di quegli esseri e dal fatto che stiano sradicando delle giovani piante. Aderendo alla tradizione, Issa ci dice che questi animali osservano gli uomini dall’alto verso il basso, nutrendo quasi un senso di pietà o commiserazione nei loro confronti. D’altronde, loro possono vivere tranquillamente per mille anni – cioè un lasso di tempo lunghissimo – mentre tutto quello che possono fare gli uomini è cercare di imitarle sradicando piante, impedendo tra l’altro a queste ultime di crescere e vivere per la stessa durata.
Issa chiede di abbandonare questa usanza che danneggia pini e altri oggetti naturali, proponendo invece di imparare a vivere come e quanto le gru.

Nel diario di Issa, poco più avanti rispetto a questo hokku, vengono riportate altre due opere che celebrano la crescita vigorosa del figlio Ishitarō. È quindi possibile che lo hokku appena commentato rimandi indirettamente alla speranza che lo stesso figlio possa crescere sano e forte, conducendo un’esistenza lunga e felice come quella delle gru. Purtroppo,il secondogenito di Issa morì durante il primo mese dell’anno seguente.

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