Intervista a Takeshi Mizuno

Proponiamo, di seguito, la traduzione dell’intervista rilasciata a Ërshik, rivista di senryū e kyoka, a Takeshi Mizuno, pubblicata in Ërshik Special Issue II nel 2014. La traduzione dall’inglese è a cura di Elisa Bernardinis.

タケシ平成川柳傑作選Takeshi Mizuno, poeta giapponese e copywriter, nasce nel 1965 a Tokyo, figlio di un illustratore e autore di testi pubblicitari.
Ispirato da un amico del padre (anch’egli copywriter) iniziò a comporre senryū sin da giovane. Nel 1991, iniziò a collaborare con Mainichi Shimbun, uno dei principali quotidiani giapponesi, comparendo regolarmente in una delle più famose colonne di senryū, la Bannō Senryū in stile Nakahata (secondo il nome dell’editore della colonna, il celebre copywriter Takashi Nakahata).
Nel 1996 divenne editore capo della Nakahata Fanbook, rivista trimestrale edita dal Bannō Senryū Club e sponsorizzata da Mainichi Shimbun. Nel 2002 un suo componimento vinse il premio come miglior senryū dell’anno:

深いのはどっちだろうか愛と憎

Tra questi due
quale sarebbe più profondo
odio o amore?

Takeshi è autore del libro 300 senryū di Takeshi Mizuno e co-autore (assieme a Saki Kono) del libro Iniziamo subito! Il più facile manuale di Haiku e Senryū.

Nel 2014, divenne editor della colonna Bannō Senryū di Takeshi nel quotidiano Town News di Tokyo e uno degli amministratori della pagina Facebook Bannō Senryū for Gaijin.
Dal 2016 conduce un programma radiofonico intitolato Radio Bannō Senryū, nel quale legge e commenta i senryū mandatigli dai lettori, rispondendo anche a varie domande sull’argomento.
In occasione dell’ultima edizione del Premio Letterario Internazionale Matsuo Bashō, organizzato annualmente dall’Associazione Italiana Haiku (AIH), ha gentilmente acconsentito a fare da giudice per la sezione senryū, selezionando i tre migliori componimenti per il Premio Speciale Takeshi Mizuno.

ËK: Per cominciare, puoi chiarire l’attuale significato del termine “bannō“?

TM: La parola bannō ha due significati: “onnipotente” e “per tutte le occasioni”. Nel caso specifico dei bannō senryū, essa non indica che gli autori o i loro componimenti sono i migliori od “onnipotenti”. È piuttosto una metafora, e significa che una pentola (come la tradizionale pentola giapponese chiamata nabe) può essere usata in tutte le occasioni, in quanto ci puoi cucinare tutto ciò che vuoi.

ËK: Cosa pensi che differenzi i bannō senryū dalle colonne pubblicate negli altri principali quotidiani? C’è una sorta di rivalità tra di esse?

TM: La principale caratteristica dei Bannō senryū in stile Nakahata è proprio il fatto che possono essere scritti per qualsiasi occasione e su qualsiasi argomento: sono “onnivori”. Puoi trovare, all’interno della colonna, ogni tipo di senryū: ci sono sia quelli di stile più “elevato” che assomigliano agli haiku, sia componimenti scherzosi, come pure quelli che sembrano quasi un “lamentarsi borbottando sotto il naso”.
In questi senryū coesistono, dunque, diversi tipi di umorismo, e bannō li accetta tutti: dalle osservazioni argute ai doppi sensi e ai giochi di parole, dalle punzecchiature, alle battute e all’ironia sottile.
In Giappone ci sono tre principali quotidiani (Mainichi, Yomiuri e Asahi) e tutti e tre hanno la loro colonna di senryū. La colonna presente in Asahi è edita da un loro ex reporter e i componimenti che vengono pubblicati di solito riflettono la posizione politica del giornale rispetto ai vari temi trattati e dal tono generale.
La colonna di Bannō senryū, invece, non ha nulla a che fare con la politica del giornale, con il suo orientamento e le sue alleanze.
Yomiuri Shimbun pubblica solo senryū che riguardano temi di attualità e ignora completamente i componimenti che parlano della vita di tutti i giorni.

Non c’è nessuna rivalità di cui valga la pena parlare, perché Mainichi è più avanti di qualunque altro quotidiano del Paese in termini di opere che riceve (circa 50.000 al mese!).
A proposito, Asahi e Yomiuri citano a volte Bannō senryū, mentre non succede mai il contrario.

ËK: Come hai accennato, molti quotidiani in Giappone, inclusi i più importanti, pubblicano i senryū. Perché tu hai scelto proprio Mainichi? Cosa ti ha attratto maggiormente?

TM: Ho scelto Mainichi soprattutto per la presenza di Takashi Nakahata, l’editore della colonna. Egli non solo è autore di testi pubblicitari (un copywriter, come me), ma è uno dei migliori e più noti autori di questo genere di lavori dell’intero Paese.
Così ho pensato che, se l’editore era una persona del genere, la cosa era decisamente interessante. Fu così che iniziai a scrivere per Mainichi nel 1991.

ËK: Il giornale riceve mai componimenti da parte di stranieri? A te personalmente e nei vari circoli di scrittori di senryū del Paese è noto che ci siano autori che scrivono senryū (e haiku) anche al di fuori del Giappone?

TM: I poeti giapponesi che vivono all’estero a volte spediscono le loro poesie a Mainichi. A parte loro, sono al corrente di coreani che mandano i loro senryū (e alcuni di questi vengono pubblicati). A proposito, un professore coreano usa i testi pubblicati nella colonna di Bannō senryū come materiale per il suo insegnamento.
So anche che diverse persone in altri Paesi sono interessate ai senryū. Mi chiedo quanti siano. Suppongo che, paragonandolo all’haiku, il senryū sia molto più difficile da capire per loro, perché il tuo punto di vista rispetto al mondo dipende da dove vivi

[Dopo che Takeshi-san ha rilasciato questa intervista, abbiamo appreso che Mainichi-Shimbun aveva pubblicato il primo senryū di un autore occidentale, la nostra editrice Valeria Simonova -Cecon].

ËK: A quanto ne sappiamo, tutti gli autori, i cui scritti vengono pubblicati da Manichi Shimbun nella colonna di Bannō senryū, ricevono una valutazione. Puoi parlarci di questo più nel dettaglio, per favore?

TM: Bannō senryū ha un proprio sistema di valutazione. Ogni componimento che viene pubblicato riceve un punto. Se viene scelto come “senryū del giorno” (in questo caso viene pubblicato per primo ed è segnalato con un simbolo speciale – una faccina sorridente), riceve cinque punti. Quando un autore colleziona cinquanta punti, lui o lei guadagna il diritto di scegliere tre senryū (senza bisogno dell’approvazione di Nakahata) che verranno pubblicati in una mini-colonna speciale, posta dopo quella principale dei Bannō senryū. Da quel momento lui o lei ripartono da zero e il procedimento ricomincia da capo. Ora, ogni volta che l’autore o l’autrice collezioneranno cento punti potranno scegliere un senryū, che verrà pubblicato allo stesso modo.
In aggiunta a questo, Nakahata-san sceglie alcuni fra i migliori componimenti del mese (un primo posto e tre secondi posti) tra quelli che erano stati precedentemente scelti come “senryū del giorno”. Tra i dodici senryū del mese, Nakahata sceglie il miglior senryū dell’anno. Naturalmente il miglior senryū del mese e il miglior senryū dell’anno non ricevono alcun punto aggiuntivo, poiché sono al di fuori del sistema di selezione sopra citato.

ËK: Quanti punti hai collezionato fino ad ora?

TM: Circa 1.600, ma non li conto più. In fondo, a questo punto, non è così importante.

ËK: Anche Takashi Nakahata scrive senryū?

TM: No, lui scrive haiku e anche piuttosto buoni. Il suo motto è “selezione creativa”.

Questo è l’unico senryū da lui scritto :

ひとさまの投句で稼ぐ選者です

Mi guadagno da vivere
scegliendo poesie
di altre persone

ËK: Nel 1996 sei diventato editore capo della rivista del Club Bannō senryū, la Nakahata Fanbook. A che cosa è dedicata?

TM: Si tratta di una rivista trimestrale (un’uscita a stagione). Il suo obbiettivo principale è quello di creare uno scambio tra l’editore della colonna, Takashi Nakahata, i fan di Bannō senryū e gli scrittori di senryū di tutto il Giappone.

In ciascun numero, uno degli autori viene scelto come c.d. “hit-maker”, o star dell’edizione, e Nakahata in persona conduce un’intervista con lui o lei.
In aggiunta  a ciò, Nakahata seleziona 55 senryū di quest’autore, che vengono poi pubblicati nel Fanbook. È davvero prestigioso diventare un “hit-maker”, anche meglio di vincere il premio “senryū dell’anno”. Finora più di 80 persone hanno avuto il privilegio di fregiarsi di questo titolo.
Oltre alla suddetta intervista, la rivista pubblica anche una classifica degli autori (con i punteggi di cui abbiamo parlato sopra) e alcune delle lettere che vengono spedite dai lettori.

ËK: Come editore capo di Fanbook, prendi parte a tutte le interviste con gli hit-maker. Chi tra questi pensi che sia il più interessante?

TM: La mia autrice preferita credo sia Mizuhara Setsuko. Recentemente ha iniziato a scrivere haiku, ma prima componeva senryū magnifici.
Mizuhara-san è cresciuta lontana da Tokyo, in una delle isole dell’Arcipelago di Oki, dove la sua famiglia vive tutt’ora. Tanto tempo fa era il luogo in cui i ribelli o gli imperatori privati del loro rango, venivano mandati in esilio. Ora Mizuhara-san vive a Tokyo, ma molti dei suoi componimenti contengono dei riferimenti al suo luogo di nascita e felici ricordi della sua infanzia, che non ritorneranno più.

流しびなくるりとこちら振り返り

Andando alla deriva
improvvisamente guarda indietro –
una bambola di carta

[Questo senryū è dedicato alle nagashibina, delle bambole che i bambini fabbricano per l’occasione del festival delle ragazze Hinamatsuri. Vengono poste in speciali cestini di paglia e lasciate andare alle correnti del mare. Secondo una leggenda, queste bambole porteranno con loro tutte le malattie e le sfortune, assieme allo spirito maligno che le avrebbe causate.]

彼と居た昨日がまわる洗濯機

passato con colui che amo
gira nella lavatrice
il giorno di ieri

友だちの児を抱く私見てる父

mio padre guarda
come abbraccio
il figlio di qualcun altro

息止めて父の素潜り見てた夏

ogni estate
trattengo il fiato guardando mio padre
tuffarsi sott’acqua

孫うたう祖母うたいだす母うたう

la canzone della bimba –
la nonna si unisce,
la mamma continua

ËK: Hai accennato al fatto che Fanbook è una rivista trimestrale. C’è forse una qualche
connessione con le stagioni? Potresti parlarci dell’importanza delle stagioni nel senryū per favore?

TM: Il senryū, in tema di argomenti, è un genere completamente libero. Perciò uno può scrivere anche della natura, certo. Però, se l’haiku viene scritto tenendo a mente che “l’uomo è parte della natura”, uno dei principi nel senryū è che “la natura può essere come le persone”. Per esempio, questo è uno dei miei senryū:

花が好きお金を借りに来ないから

Amo i fiori
loro non chiedono mai
un prestito

Qui i fiori sono una metafora delle persone.

ËK: Bannō senryū ha dei gadget promozionali con un proprio marchio?

TM: Sì. Per esempio ci sono dei blocchetti speciali a righe, in cui una persona può scrivere fino a cinque senryū per pagina nello stile tradizionale giapponese [il numero 5 è emblematico per Bannō senryū, poiché è consuetudine inviare alla redazione una cartolina contenente fino a 5 senryū alla volta].
Abbiamo anche delle cartelline in plastica con il logo di Bannō – una faccina sorridente – delle matite, ma anche dei grafici speciali contenenti i punteggi raggiunti dagli autori realizzati con la calligrafia a pennello. A proposito, queste idee sono tutte mie proposte.

ËK: Alcuni membri dei club che promuovono i senryū tradizionali, o “veri senryū”, come loro amano definirli, non sono dei grandi fan dei cosiddetti masukomi-senryū [i senryū pubblicati dai media, come i quotidiani o i social network e i forum su internet]. Loro credono che non siano abbastanza profondi. Che cosa pensi a proposito di questo? Ti sei mai imbattuto in simili opinioni espresse da altri scrittori di senryū?

TM: Hai ragione, ci sono molte persone tra gli scrittori di “veri senryū” che la pensano a questo modo. Non li voglio criticare. Io credo che esistano componimenti interessanti o noiosi sia tra i “veri” senryū che tra i masukomi-senryū. E poi cosa significa “veri” senryū? Io penso che etichette come questa (vero haiku, vero ramen, veri anime, ecc.) siano piuttosto discutibili.

ËK: La maggior parte dei membri dei club di senryū tradizionali sono persone anziane.
I giovani, invece, sono in minoranza. Qual è la situazione per quanto riguarda gli scrittori di masukomi senryū? I giovani mandano mai i loro lavori alla colonna di Bannō senryū?

TM: È vero, la società giapponese in generale sta invecchiando, e questo sta diventando un problema nazionale. Tra gli autori di Bannō senryū ci sono sia vecchi che giovani. Per esempio, la fascia d’età dei partecipanti ai laboratori dedicati ai senryū che tengo, di solito va dai 30 ai 70 anni.

Io ho già quarantanove anni. Posso ancora essere considerato giovane, giusto?

ËK: Certamente! Ci sono molti concorsi di haiku in Giappone dedicati ai bambini. Alcuni concorsi di haiku per adulti (nazionali ed internazionali) hanno anche una sezione separata. Si può facilmente notare che gli haiku dei bambini sono molto diversi da quelli dei grandi, sono molto più diretti e percettivi. Esistono dei concorsi di senryū per bambini in Giappone? E se sì, pensi che i loro componimenti siano diversi da quelli degli adulti?

TM: I senryū dei bambini sono molto naturali, privi di qualunque affettazione; loro descrivono il mondo così com’è. A volte ci sono buoni componimenti, ma in genere è un’eccezione. È importante che un senryū contenga dell’ironia o del sarcasmo, cosa che di solito i bambini non hanno. Non ci sono bambini fra coloro che compaiono nella colonna di Bannō senryū.

ËK: Questo significa che consideri obbligatoria la presenza del sarcasmo in un senryū?

TM: No, alcuni senryū sono sarcastici o provocatori, altri non lo sono, ma i bambini di norma non possiedono sarcasmo.

ËK: Oltre ai senryū, tu scrivi anche haiku e tanka. Quale tra questi generi è il tuo preferito?

TM: Per me, la cosa più importante è la mia individualità poetica. Non importa più di tanto la forma che utilizzo: tanka, haiku o senryū. Ciò che conta è che io sia in grado di esprimere me stesso. Se conti i miei lavori, però, la maggior parte di essi è composta da senryū, certo. Forse si adattano meglio alla mia individualità.

ËK: La distinzione tra haiku e senryū in Occidente è frequentemente confusa e molte riviste pubblicano entrambi i generi. In Giappone la distinzione, per quanto ne sappiamo, è chiara. Nonostante questo, tu recentemente hai scritto un libro riguardo a questa distinzione.

TM: Il mio libro si intitola Iniziamo subito! Il più semplice manuale su haiku e senryū (これから 始める俳句・川柳いちばんやさしい入門書). Il co-autore è la giovane poetessa Saki Kono (神野紗希), che ha 31 anni. Chi volesse sapere qualcosa in più su di lei può visitare la sua pagina su Wikipedia.
Onestamente, non ci sono molte persone in Giappone che conoscano esattamente la distinzione tra haiku e senryū. I destinatari del nostro libro sono persone intorno ai cinquant’anni. Nel nostro Paese le persone vanno in pensione a sessant’anni, perciò iniziano a pensare a cosa potranno fare quando non dovranno più andare a lavorare già sulla cinquantina. Questo è il pubblico per il quale abbiamo scritto il nostro libro.

Il libro contiene una lista di indicazioni che può aiutare a determinare se propendiamo più verso gli haiku o verso i senryū.

Tabella

Ufficialmente in Giappone ci sono circa due milioni di haijin (uno ogni cinque persone), circa 300.000 scrittori di tanka e 300.000 scrittori di senryū. Però, secondo una statistica non ufficiale, esistono più di due milioni di persone che occasionalmente scrivono senryū e che partecipano a vari concorsi dedicati.

A proposito, uno degli argomenti del nostro libro è dedicato ai “senryū erotici”, che vengono chiamati suetsumuhana (末摘花, “cartamo”). Se ne trovano un bel po’ in Bannō senryū. Questi sono alcuni dei miei:

自由にと言われて困るラブシーン

quanto è difficile
improvvisare
le scene a letto

交合をしながら飛ぶという哀れ

per le libellule
non è facile amarsi
durante il volo

Al giorno d’oggi, questo tipo di componimenti è chiamato bareku (破礼句, “poesie sporche”). Nonostante l’argomento delicato, molti di questi senryū vengono pubblicati all’interno dei principali quotidiani giapponesi. Non è comunque cosa molto comune imbattersi in questo tipo di componimenti nei manuali. Suppongo che i maestri del “vero” senryū sarebbero contrari.

ËK: Sei anche l’editor della colonna mensile Bannō senryū di Takeshi di un quotidiano di Tokyo, Town News (タウンニュース). Puoi dirci quali sono i criteri che applichi nella selezione dei senryū per la pubblicazione?

TM: Innanzitutto, mi piacerebbe vedere senryū originali nella mia colonna. Secondo Takashi Nakahata, «non ha molto senso scrivere senryū su qualcosa di cui è già stato scritto molto tempo fa. Scriviamo piuttosto qualcosa di cui soltanto noi possiamo scrivere».

Per esempio, i cosiddetti otaku senryū [senryū degli ossessionati di manga, anime e videogame], sembra riflettano molto bene la realtà della vita di tutti i giorni dei giovani d’oggi. Io penso che siano unici proprio perché forniscono una nuova prospettiva.

ËK: È diventato uso comune, dalla morte di Karai Senryū [Karai Hachiemon, pseudonimo Karai Senryū, ossia il fondatore del genere senryū], dare il titolo “senryū” ai più illustri senryūisti del periodo.
I due figli di Karai Senryū vennero chiamati “Senryū II” e “Senryū III”. Chi è l’attuale detentore del titolo e qual è il suo ruolo all’interno della comunità degli scrittori di questo genere poetico?

TM: L’attuale detentore di questo titolo, il quindicesimo, è signor Wakia Senryū. È consulente presso l’associazione “Tokyo Senryūkai” (東京川柳会) e presidente della Società per lo Studio del Senryū (川柳学会, Senryū Gakkai). Ha una certa età e si dedica più allo studio dei senryū che alla scrittura.
Di fatto, non molte persone, nemmeno in Giappone, sanno che esiste una persona con questo titolo, né quello che fa per la comunità senryū.

ËK: Pensi che sia utile promuovere il senryū oltre la cerchia ristretta degli scrittori e dei lettori del genere?

TM: Sì, con ogni mezzo. Per esempio, io coopero con un dentista, che usa i miei senryū per decorare il proprio ambulatorio [il progetto, chiamato “Denti Ahahah”, in giapponese suona come “Hahaha no ha”]. Quando ti siedi, ti ritrovi disteso quasi del tutto in orizzontale. Questo dentista ha affisso dei biglietti con i miei senryū che hanno a che fare con denti, mal di denti e visite dentistiche, sia sul soffitto che sui muri.

Qui ce ne sono un paio:

痛みより痛み想像するつらさ

più insopportabile
della sofferenza
la sua attesa

Qui s’intende, ovviamente, il dolore che si prova durante un intervento dentistico.

合コンでまず歯並びをみる歯医者

appuntamento al buio –
prima di tutto il dentista guarda
i suoi denti

Un dentista, anche durante un appuntamento con una ragazza, come prima cosa guarda nella sua bocca.

ËK: In Giappone ci sono molti club di senryū, associazioni e gruppi di studio; molti libri e programmi tv sono dedicati a questo genere, mentre in Occidente non ci sono molte informazioni disponibili. Cosa vorresti raccomandare ai nostri lettori, a chi è interessato ai senryū?

TM: Ci sono tre cose importanti di cui ognuno ha bisogno per migliorare e crescere: leggere senryū, scrivere senryū, e discutere di senryū. Potrei consigliare di non scambiare opinioni riguardo ai senryū solamente via internet, ma anche nella vita reale. Solo due persone sono necessarie per dare inizio a un gruppo, poi altri si aggiungeranno e il gruppo crescerà gradualmente. Questo sarebbe l’ideale.

In chiusura di intervista, vogliamo proporre la traduzione di alcuni senryū tratti dal libro 300 senryū di Takeshi Mizuno, accompagnati da alcuni commenti di Ërshik. Tutte le opere sono state pubblicati nella colonna Bannō senryū di Mainichi Shimbun.

ワープロは一本指のピアニスト

con un dito solo
sulla tastiera del pc
il pianista

どう見ても居眠りしてる仏様

comunque si guardi
sta dormendo sul posto di lavoro
il Buddha

Si tratta del cosiddetto inemuri, un sonnellino leggero (si traduce infatti come “dormire essendo presenti” o “essere presenti durante il sonno”) che puoi fare ovunque, anche sul posto di lavoro, ed è considerato come segno della tua dedizione professionale e non come mancanza.

知らぬ人起こして降りる終電車

scendendo
sveglio chi non conosco –
l’ultimo treno

巨悪には突撃しないレポーター

non lo assalgono
nemmeno i giornalisti –
un delinquente pericoloso

ニコニコのほかにニヤニヤ覚えた児

imparando il sorriso
ha imparato anche il sogghigno
il bambino

並んでる絵より立派な美術館

più bello
dei capolavori in mostra
l’edificio del museo

出ていない杭だが一応打っておく

non sporgeva
ma per prudenza
è stato martellato

Questo senryū fa riferimento a un famoso detto giapponese: “Il chiodo che sporge va preso a martellate.”

美人とは喋り疲れたことがない

non ti stanca mai
la chiacchierata di una
ragazza carina

一番の座席は父の肩車

la seggiola
preferita dal bimbo –
le spalle di papà

歳時記という面白い死語辞典

saijiki –
un curioso dizionario
di lingua morta

失業のおかげで持病完治する

ha risolto la mia
malattia professionale
la disoccupazione

彼女からもらった風邪が治っちゃう

che peccato!
Il raffreddore trasmesso da lei
è già passato…

神様の返事のような鳩の糞

come se fosse
la risposta degli dei
la cacca dei piccioni

よくやった抱きしめたいが俺自身

ma che bravo!
vorrei proprio abbracciare
me stesso

二人より先にキスする影と影

prima di noi
abbracciandosi, si baciano
le nostre ombre

プレゼントした花束で殴られる

con il bouquet
che le ho regalato
sono stato frustato…

飯炊きも核ミサイルも指一本

quanto è facile
cuocere il riso e schiacciare
il pulsante nucleare

女子高生メーク拭うと若くなり

lavandosi il trucco
diventa più giovane
la studentessa del liceo

女房が睨んだだけで蚊が落ちた

caduta per terra
con un solo sguardo della moglie
la zanzara

初キスは人工呼吸だったのよ

è stata
la respirazione artificiale
il mio primo bacio

冷蔵庫裏という名の大秘境

terra ignota –
lo spazio dietro
al frigorifero

ヴェネツィアやいつか芽をふけ川柳

Venezia –
pure lì fioriranno un giorno
i salici di fiume

Quest’ultimo componimento si riferisce alla famosa poesia scritta in punto di morte da Karai Senryū, il padre di questo genere poetico.

木枯らしや 跡で芽をふけ 川柳

vento d’inverno –
ma quando viene il bel tempo
fioriranno i salici di fiume

In giapponese senryū significa proprio “salice di fiume”.

日に一度議員バッジを磨くクセ

una volta al giorno
il membro del Parlamento pulisce
il suo distintivo

Sarà forse la sua attività principale?

すぐそばに元恋人が住む不安

disturba un po’
quando la tua ex fidanzata
abita vicino

愛犬へ幼児言葉になる組長

fa le moine
al suo cagnolino
il boss della yakuza

先輩と呼ぶとヤな顔する女性

si offendono
se dici loro “sempai”
le donne

La parola sempai (先輩, letteralmente “nato prima”) è un termine di stima e rispetto che si usa per i colleghi che occupano una posizione più alta, oppure per coloro che sono più vecchi di te. Puoi usare questa parola con tantissima stima, ma ad una donna fa pensare alla sua età!

初夢で済んでしまった姫始

finito
nel primo sonno dell’anno
il primo sesso dell’anno!

I giapponesi apprezzano particolarmente le prime cose dell’anno: le cose che fanno, ciò che indossano e quello che mangiano per la prima volta. Sia il primo sogno dell’anno, sia il primo sesso dell’anno sono anche considerati kigo.

鏡から説教されてしまう朝

la mattina
lo specchio mi fa
una predica

Chissà cosa ha fatto la notte prima…

新社員もう転職誌読んでおり

comincia già
a leggere gli annunci di lavoro
il neo-assunto

写真みて見合いを譲り合う姉妹

guardando le foto
decidono di scambiarsi l’appuntamento
le sorelle

Si tratta dei cosiddetti omiai, gli incontri organizzati tra un uomo e una donna con l’intenzione di trovare uno sposo o una sposa. Spesso per i giovani un omiai viene organizzato dai genitori. In questo caso, prima si scambiano le foto e i “curricula”, poi si incontrano. Qui i genitori hanno trovato due potenziali candidati per le loro figlie, ma queste, dopo aver visto le foto, hanno deciso di scambiarsi i fidanzati.

会ってすぐ口臭ガムをくれた友

incontrandomi
subito offre una gomma alla menta
l’amico

味方だが敵より仲が悪いヒト

peggio di quelli
con i nemici
i rapporti con gli amici

外人に道を教えてお辞儀する

indicando
la strada ad uno straniero
lo ringrazio con un inchino

Ringraziare non solo quando ricevi un favore, ma anche quando lo offri: molto giapponese!

自販機の陰でたばこを吸うサンタ

dietro a un
distributore automatico
Babbo Natale fuma

夜景より窓に映った君の顔

nella finestra
più bello del paesaggio
il tuo viso riflesso

川に石投げる言いたいこと言えず

senza dire
quello che volevi, solamente
buttare un sasso nel fiume

女好きだからもちろん妻も好き

visto che amo le donne
vuol dire che amo anche
mia moglie

ブラジャーになりたい生まれ変わったら

nella prossima vita
vorrei rinascere
reggiseno

サングラスかけるほどでもない芸人

è famoso
ma non al punto di dover portare
gli occhiali da sole

俺じゃなく金にお辞儀をした行員

non a me
al mio portafogli s’inchina
l’impiegato della banca

前向きな訳は後ろががけだから

mi spinge avanti
un abisso
dietro di me

抱き合えばそこがベッドになった頃

e una volta
dove ci abbracciavamo
c’era il letto

置き手紙結婚指輪重しにし

sulla lettera d’addio
come un fermacarte
la fede

猫よりも絶対悩み多い犬

un cane
ha molte più preoccupazioni
di un gatto

寒かったから結婚をしてしまう

visto che avevo
troppo freddo la notte
mi sono sposato

喧嘩しに夢の中まで来た女房

la moglie viene
a litigare con me
pure in sogno!

酔っ払い同士は会話成立し

trovano subito
una lingua comune
due ubriachi

政治家に握られた手をよく洗う

dopo aver
salutato un politico
mi lavo la mano

哀れなり上手に薬のむ幼児

si stringe il cuore
quando mia figlia obbediente
prende la medicina

算数は俺に聞かないやさしい子

che buona mia figlia!
Non mi chiede mai di aiutarla
in matematica!

落書も千年たてば世の遺産

tra mille anni
anche questi scarabocchi diventeranno
patrimonio culturale

Foto: Takeshi Mizuno. In mano tiene una copia dell’antologia di bannō senryū intitolata I 1365 migliori senryū dell’epoca Heisei.

One thought on “Intervista a Takeshi Mizuno

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