Profonda luce, di Luca Cenisi

Nota critica alla raccolta di Giovanna Iorio, Lucciole & lanterne. Haiku tra luce e buio, Roma, Edizioni Progetto Cultura, 2015.

IorioMantenere il centro. Essere d’esempio.
– Detto Zen

Lucciole & Lanterne è un’opera complessa, per varietà di stili e contenuto, segno evidente di una sensibilità letteraria non comune, oltre che di una perfetta padronanza del lessico poetico.
Il modello compositivo rispecchia i canoni del genere haiku, nella sua classica conformazione in 5-7-5 sillabe (prevalentemente conteggiate secondo un criterio metrico) e nei numerosi richiami, diretti o indiretti, a una data stagione (il cosiddetto riferimento stagionale, nelle “varianti” del kigo 季語 e del kidai 季題). Il linguaggio – maturo ma, al contempo, essenziale – mantiene invariato il proprio valore sia nei componimenti redatti secondo la tecnica della toriawase 取り合わせ, dove le immagini si armonizzano con estrema spontaneità e naturalezza, sia in quelli scritti sotto-forma di ichibutsu jitate 一物仕立て:

Filo di paglia.
Nel cielo una rondine
cuce uno strappo.

Cadono insieme
sull’asfalto bollente
la pioggia e i fiori.

La prospettiva che la Iorio assume nei propri scritti è sempre attenta, lucida e mai riduttiva. Ogni minima variazione del dato naturalistico viene registrata con dovizia di sentimento, vivificando la trama poetica con quel “sentimento delle cose” (mono no aware 物の哀れ) che rende unica ed irripetibile l’esperienza haiku.
Il divario tra assoluto e quotidiano, tanto evidente in autori ormai storicizzati come Tomas Tranströmer e Andrea Zanzotto, trova, in questa raccolta, un principio di soluzione nell’estetica dello yūgen 幽玄 (“profondità e mistero”) che, sebbene ineludibilmente rivolta a derive immaginifiche, resta tuttavia ancorata, quasi fosse un aquilone in mezzo alla tempesta, al sottile filo della verità poetica (fūga no makoto 風雅の誠):

È giorno. Il sole
ha la fronte sudata
di un contadino

Immagini dal solido realismo (È svanito il buio / tirano su le reti / dai fondali. Alba) si alternano a scenari più complessi, dove l’afflato lirico accarezza, senza smuoverle, le corde più intime del lettore, stimolandolo a ricercare un senso in ogni verso, in ogni crepa di pensiero (Il sole viene / a cercar tra le dune / una laguna).
Lucciole & Lanterne merita, dunque, l’attenzione di quanti, “addetti ai lavori” e neofiti, cercano nelle parole un stimolo, un’ulteriorità di significato nell’estetica del genere haiku, per sua stessa natura e definizione eternamente vera e mai scontata.

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