Lo haiku in Australia

Intervista a Vanessa Proctor, Presidente dell’Australian Haiku Society (AHS), a cura di Luca Cenisi

LC: Cara Vanessa, come prima cosa vorrei ringraziarti per aver dato la tua disponibilità a rispondere alla nostre domande e per il tempo che ci dedicherai.

VP: Il piacere è tutto mio. Grazie a voi per l’interesse dimostrato nei confronti dell’Australian Haiku Society.

LC: Passiamo alla prima domanda. Quando e perché è nata l’idea di fondare l’AHS?

VP: Nel mese di dicembre del 2000, alcuni appassionati di haiku, guidati da John Bird, hanno deciso di aggregarsi per costituire la HaikuOz, un’organizzazione finalizzata alla promozione di questo genere poetico in Australia. Lo scopo era proprio quello di far entrare gli scrittori australiani all’interno della community haiku internazionale.

LC: Quali sono le principali attività dell’AHS?

VP: La nostra Organizzazione viene gestita da un gruppo di volontari che fanno parte del Direttivo. Insieme ci proponiamo di promuovere la composizione e la lettura della poesia haiku in Australia, oltre la creazione di specifiche attività e lavori in capo a gruppi regionali. Divulghiamo, inoltre, una serie di notizie sullo haiku australiano attraverso il nostro sito web e la nostra Pagina Facebook. La nostra mission consiste nel far conoscere l’importanza dello haiku secondo una prospettiva australiana, per favorire la produzione di opere che riflettano l’ambiente e le esperienze proprie del Paese.
Siamo costantemente in contatto con le altre Organizzazioni culturali australiane e interagiamo con i principali organismi nazionali ed internazionali d’oltremare.

LC: Avete inaugurato di recente il nuovo sito dell’AHS. Quant’è importante questa cosa per la vostra Organizzazione e perché?

VP: L’inaugurazione del nuovo sito è un evento di grande importanza per la nostra Organizzazione, poiché rappresenta la voce stessa dell’AHS. Siamo infatti un organismo basato sull’interazione sul web, e quest’ultimo è il principale mezzo di comunicazione tra noi, i nostri associati e la comunità haiku in generale. Il sito mette in mostra lo haiku australiano in un modo nuovo e assolutamente interessante. Inoltre, per la prima volta, siamo in grado di presentare non solo haiku, ma anche fotografie del nostro Paese scattate dai vari membri. Ci siamo premurati di conservare tutti gli articoli che erano stati pubblicati all’interno del sito precedente, in modo tale da presentare un archivio di contenuti variegato, capace di combinare il vecchio e il nuovo.

LC: Quando hai assunto la Presidenza dell’AHS? Quali sono gli obiettivi che ti sei posta per la durata del tuo mandato?

VP: Ho avuto l’onore di essere stata eletta Presidente AHS a febbraio di quest’anno. Il mandato dura quattro anni e durante questo periodo vorrei assistere a una continua crescita e ad un progressivo rafforzamento dello haiku in Australia.
Il primo obiettivo che mi ero prefissata consisteva proprio nell’inaugurazione del nuovo sito. Ciò è stato possibile grazie a un lavoro di squadra, ma un ruolo fondamentale è stato giocato dal nostro Vicepresidente e Web Manager Lynette Arden. Il sito, in verità, è ancora in fase di completamento, dunque stiamo pensando a cosa poter fare per renderlo ancor più interessante e “attraente”. In risposta alla tua domanda, posso comunque dirti che ho intenzione di sviluppare ulteriormente il comparto web in collaborazione con i miei colleghi. Ci sono molte idee sul piatto, tra cui nuovi articoli sullo haiku e su forme poetiche correlate, sullo haiga, ecc. Ma non voglio svelare tutto! Invito i lettori a visitare il sito e a scoprire da soli tutte le novità!
Un altro importante obiettivo è quello di organizzare, soprattutto attraverso i nostri gruppi locali, nuovi incontri regionali e uno nazionale. Questo purtroppo presenta certe difficoltà, considerando che l’Australia è un Paese piuttosto vasto; ad esempio, l’asse est/ovest (da Sydney a Perth) copre una distanza di circa 4.000 chilometri, mentre l’asse nord/sud (da Darwin a Hobart) ne copre addirittura 4.500.
In questo contesto, internet si rivela uno strumento estremamente utile per coprire la distanza che separa i vari associati, sebbene l’incontro faccia a faccia continui ad essere insostituibile.
Vorrei infine incoraggiare la composizione di haiku nelle scuole di tutto il Paese.
In ultima istanza, insomma, mi piacerebbe che l’AHS incoraggiasse sempre più poeti a scrivere e a mettere in mostra i propri lavori, sia attraversi i canali digitali che quelli cartacei.

LC: Qual è l’attuale stato della poesia haiku in Australia?

VP: Sebbene il numero delle riviste cartacee dedicate sia in diminuzione a causa dell’aumento dei costi di spedizione, lo haiku in Australia continua ad essere piuttosto fiorente. In numero degli haijin australiani pubblicati all’estero è più che mai in crescita. In tutto il Paese vi sono otto gruppi regionali che si incontrano regolarmente e periodicamente.

LC: Secondo te, quali sono i poeti di haiku più noti ed importanti del tuo Paese?

VP: Questa è una domanda difficile! A mio avviso ci sono molti bravi autori che stanno riscuotendo successo sia in Australia che all’estero e mi è impossibile citarli tutti. Janice Bostok è stata sicuramente la pioniera dello haiku australiano, avendo iniziato a scrivere verso la fine degli anni Sessanta. È possibile consultare alcuni articoli su di lei e sulla sua influenza letteraria proprio all’interno del nostro sito.
John Bird, oltre ad essere un poeta di notevole valore, è un’altra figura di spicco dello haiku australiano. Ha infatti avuto un ruolo determinante nella fondazione dell’AHS, oltre ad aver creato il sito web Haiku Dreaming per la pubblicizzazione di opere in forma haiku di autori australiani.

LC: Come pensi sia considerato lo haiku australiano dal pubblico internazionale?

VP: Spero che lo haiku australiano sia percepito dal pubblico d’oltremare come una forma poetica fresca e vitale. Il nostro Paese possiede una flora e una fauna assolutamente uniche, oltre ad un paesaggio estremamente diversificato che fornisce la giusta ispirazione per comporre haiku. Sono ovviamente di parte, ma sono anche fermamente convinta che uno dei principali pregi dello haiku australiano consista nel saper esprimere la condizione umana con profondità e risonanza.

LC: Credi che sia possibile avviare un proficuo scambio culturale tra poeti di haiku italiani ed australiani?

VP: Assolutamente sì! La nostra Organizzazione è sempre aperta agli scambi inter-culturali. Difatti, l’Australia intrattiene legami molto stretti con l’Italia e saremmo più che felici di favorire questi scambi attraverso la poesia.

LC: Immagina l’AHS da qui a dieci anni: che cosa vorresti vedere realizzato?

VP: Le mie aspettative in merito all’AHS sono saldamente legate agli obiettivi che mi sono prefissata in qualità di Presidente. Di certo, vorrei assistere a più incontri di poeti provenienti da tutto il Paese, alla nascita di una rivista (cartacea o digitale) collegata all’AHS e a un maggior scambio culturale tra poeti australiani e stranieri.
Mi piacerebbe inoltre che l’AHS fosse direttamente coinvolta nell’insegnamento dello haiku nelle scuole, forgiando nuove generazioni di autori.
In un mondo ideale, vorrei che lo haiku acquisisse quella dignità poetica che le compete e che stesse a fianco della poesia tradizionale in versi liberi all’interno delle maggiori riviste letterarie. Tutti noi possiamo sognare!

LC: Grazie per essere stata con noi, Vanessa!

VP: Grazie a voi.

ProctorVanessa Proctor vive a Sydney, in Australia. Ha scoperto lo haiku durante un suo soggiorno in Giappone agli inizi degli anni Novanta e da allora ha continuato a dedicarvisi.
Uno dei suoi componimenti è stato inciso su pietra per il progetto Katikati Haiku Pathway, in Nuova Zelanda.
La sua ultima raccolta consiste in una silloge in formato e-book, Jacaranda Baby (Snapshot Press, 2012), la quale contiene diversi haiku e tanka, oltre a poesie in versi liberi.

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