La grande lezione della semplicità, di Maria Laura Valente

Una lettura di Rialzati e sorridi di Shibata Toyo (Milano, Mondadori, 2014)

ToyoDei quattro capisaldi rintracciabili nella lettura estetica dell’arte giapponese – suggestione, irregolarità, semplicità e impermanenza – la comunicazione lirica di Shibata Toyo si fa portavoce della semplicità, sviluppandone i caratteri distintivi sia nel linguaggio poetico sia nel contenuto veicolato. Nei suoi versi, traspaiono sentimenti squisitamente umani, quotidiani, in cui ciascun lettore può riconoscere se stesso nei vari frangenti del proprio percorso esistenziale. Malinconia, nostalgia, grandi e piccole difficoltà di ogni giorno sfumano in una totalizzante carica positiva che rappresenta la cifra ultima del suo messaggio lirico.
L’ultima antologia da lei pubblicata prima della morte (Hyakusai, titolo tradotto in italiano con Rialzati e Sorridi) l’accompagna al traguardo dei cento anni. Il testo si presenta tripartito: la prima sezione ospita 26 poesie, la seconda presenta brani di prosa improntati alla rielaborazione delle memorie personali dell’autrice mentre l’ultima (intitolata Poesie del cuore) racchiude versi composti lungo l’arco della vita della poetessa e rimasti fino ad allora inediti.
Tra le liriche della prima sezione, alcune meritano una speciale menzione. Di ciascuna di esse, si cita un piccolo estratto.

Al cielo, affettuoso ringraziamento alla porzione di volta celeste che le fu compagna durante una degenza ospedaliera:

Il cielo che si vede
dal letto
dell’ospedale
è sempre delicato.
[…]
Da casa
ti saluterò agitando una mano
per dirti che non ti ho dimenticato!

Ricordo – Addio, dove la nostalgia per un’amica perduta sublima nella fioritura dei rami dei salici:

[…]
Fiori simili a ovatta
erano in boccio sui salici.
Inarrestabili le lacrime
che mi colmavano gli occhi.

Il portamonete, simbolo dell’amore filiale:

[…]
Quel portamonete […]
Di denaro non ne ha mai contenuto
ma è ancora colmo
del suo amore.

A me stessa, dove la malinconica consapevolezza della propria dipendenza dagli altri trasmuta in positiva esortazione:

[…]
Ogni giorno non potrei vivere
senza chiedere aiuto.
Eppure
riesco tuttora da sola a intrecciare le parole
e a legarle al cuore delle persone.
Avanti, alza il viso
e guarda il cielo!

Lo stesso messaggio emerge da La strada (a te…):

[…]
“Ti seguo.
Non mollare!”
ti sussurra
la tua ombra.

Apprendere, in cui la presa di coscienza che tutto insegna qualcosa di importante esplode in un luminoso inno alla vita:

[…]
Mi sono stati utili tutti.
E adesso,
alla fine della mia vita,
il terremoto mi ha insegnato
la gentilezza delle persone.
Come sono contenta di vivere!

L’ottimismo che traluce dalle parole di Shibata Toyo non è solo una forma mentis individuale, conquistata dopo anni di apprendistato esistenziale, ma è virus salvifico contaminante, che sfiora con tocco delicato il cuore dei lettori, disarmandolo e rendendolo più leggero.
Come scrive la poetessa Shinkawa Kazue nella prefazione a Hyakusai, «il fascino delle poesie di Toyo san fa flettere i nostri cuori come ramoscelli accarezzati dal vento e dai raggi del sole, e la sua arguzia, nata dalla visione della vita di chi conosce il sapore delle lacrime, riesce a lenire le nostre sofferenze».

Di ciò, perfetto esempio è la poesia Pagine:

Provo a sfogliare
le pagine della mia vita
e anche se i colori
sono sbiaditi
ognuna di loro è stata vissuta con tenacia.
Ci sono anche pagine
che avrei voluto strappare,
ma quando mi guardo indietro
nutro per tutte un’intensa nostalgia.
Ancora un po’
e raggiungerò la centesima pagina!
Ad attendermi, forse,
dei colori brillanti.

Shibata Toyo (1911-2013), è stata una delle più originali voci poetiche giapponesi degli ultimi anni. Una late bloomer, in verità, poiché ha iniziato a pubblicare i propri versi quando aveva ormai superato i novant’anni, sotto l’impulso del figlio Kon’ichi, protagonista di diverse sue liriche.
La sua prima raccolta lirica Kujikenaide (“Non perdete la speranza“, 2009) ha superato il milione di copie vendute. In Italia, l’opera è stata pubblicata con il titolo Se sei triste guarda il cielo (Mondadori, 2012).

Dati editoriali
Titolo originale: Hyakusai
Autore: Shibata Toyo
Pubblicazione in Giappone: 2011

Titolo italiano: Rialzati e sorridi
Prima edizione italiana: Mondadori, 2014
Traduzione: Andrea Maurizi
Pagine: 84 (Glossario escluso)

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