Alcune tendenze dei senryū moderni, di Iriewani

Traduzione dal giapponese a cura di Valeria Simonova-Cecon.

L’autrice dell’articolo, Iriewani (pseudonimo letterario), è nata in Giappone nella Prefettura di Kanagawa. Si è laureata presso l’Ochanomizu Daigaku, un’università per sole ragazze. Appassionata del mondo otaku, è anche una fedele partecipante del concorso Otaku senryū.
Suoi lavori sono stati pubblicati in vari giornali e riviste, come Asahi Shinbun e Tokyo News, nonché premiati in numerosi concorsi come il Microsoft senryū e il Maniac senryū. Ecco alcuni esempi:

nella mia stanza
comperati e mai usati –
libri, giochi, figurine…

(finalista alla X edizione del concorso Otaku senryū)

manipolano
gli esseri umani
gli smartphone

(pubblicato nella colonna Bannō senryū di Takeshi, Tokyo News)

dimenticanza—
vorrei espandere il mio cervello
con una scheda USB

(finalista al concorso di IT senryū della rivista COMZINE)

Haiku e senryū sono dei brevi componimenti di 17 sillabe (in giapponese, morae), distribuite secondo lo schema 5-7-5. Il “predecessore” dello haiku, lo haikai, si consolidò circa 500 anni fa. Dallo stesso haikai è nato anche il senryū, circa 250 anni fa. Tuttavia, anche nel Giappone odierno questi generi poetici riscuotono notevole successo.
Per esempio, esiste un’app per gli smartphone chiamata go-shichi-go (in giapponese, “cinque-sette-cinque”), creata dalla compagnia internet Cyber Agent nel 2014. L’app è stata inaugurata il 14 agosto dello stesso anno, durante la giornata ufficiale degli haiku in Giappone. Questa app accetta sia haiku che senryū, che gli utenti – senza pensare troppo alle distinzioni tra questi due generi – inseriscono, scrivendoli seguendo la misura di 5-7-5 sillabe. Gli utenti ai quali piace un componimento premono il tasto itookashi (si può tradurre come “figo!”). C’è anche la possibilità di scrivere un commento in 7/7 sillabe, “prolungando” cosi il componimento. In altre parole, questa app è una specie di social network in forma 5-7-5.
Già verso la fine del 2014, il numero totale dei componimenti inviati aveva raggiunto quota 170.000. La quantità media di itookashi premuti per un componimento sono circa 20. Si può dunque parlare di un vero e proprio successo dell’app, ormai estremamente popolare tra gli utenti e gli appassionati.
Haiku e senryū sono generi poetici antichi, diremmo “classici”. In Giappone di solito sono considerati come un hobby tra le persone di una certa età. Però tra gli utenti dell’app go-shichi-go vi sono anche molte persone di età compresa tra i 10 e i 20 anni.
Ecco il componimento di un utente il cui nickname è Galileo Galiben:

amore estivo —
dopo la calura, impercettibilmente
arriva l’autunno

Gli amministratori della compagnia produttrice dell’app hanno apprezzato molto anche un componimento di un alunno delle elementari, dal nickname “lbuki-kun”:

la cicala
che pensavo fosse morta
mi ha assalito

Sia gli haiku che i senryū sono molto popolari anche nel Giappone moderno. Ogni anno, in tutti gli angoli del Paese, vengono organizzati dei concorsi dedicati ad entrambi i generi. In realtà sono i senryū ad attrarre più partecipanti, perché sono più “semplici” da comporre e non devono rispettare regole rigide come, per esempio, la presenza del kigo.
Uno dei concorsi piu popolari di haiku, lo Ooi Ocha Shinhaiku Taishyo, viene organizzato già da 27 anni dalla compagnia produttrice di tè verde Ito En. Tra i concorsi più famosi di senryū possiamo, invece, citare il quello dedicato ai “senryū da bagno”, organizzato da un’azienda di prodotti sanitari (i famosi washlet giapponesi), giunto quest’anno all’undicesima edizione.
L’Associazione Turistica della città di Sakaiminato organizza poi un concorso di yokai senryū, i senryū dedicati ad esseri fantasmagorici come demoni, mostri, ecc., presenti nel folklore giapponese, mentre la multinazionale finanziaria ORIX organizza un concorso di money senryū dedicati a soldi, finanza, spese, ecc.
Infine, la compagnia assicurativa Dai Ichi Life promuove il celebre concorso di salary man senryū o senryū degli impiegati d’ufficio.

Come si può notare, molti di questi concorsi sono dedicati ad un argomento specifico (il bagno, gli esseri fantasmagorici, ecc.). Esiste anche un concorso dedicato alle realtà moderne della vita, agli IT senryū (Information Technology Senryū). Vediamo, più nello specifico, di cosa si tratta.
Gli IT senryū, come si desume dal titolo, parlano delle tecnologie informatiche. In realtà sono molte le compagnie che organizzano concorsi di questo tipo. Inoltre, su Twitter, molti autori pubblicano IT senryū liberamente, senza nessun concorso in atto. Di solito si usa l’hashtag #IT社畜川柳 (si può tradurre come “senryū degli schiavi delle multinazionali”). Cliccando sul tag è possibile capire quanto sia esteso il fenomeno.

Difficile dire quando esattamente si è iniziato a scrivere IT senryū, ma uno dei primi luoghi virtuali dove hanno cominciato a pubblicarli fu il sito della rivista online COMZINE, appartenente alla NNT Comware
Per attirare l’interesse dei lettori, sul sito di COMZINE (a partire dal numero di giugno 2003) e con cadenza mensile (dal 2014, quindicinale) hanno aperto una colonna intitolata Best of IT senryū. Dal giugno 2004, il redattore di questa colonna è Tatekawa Danko, un famoso comico del genere rakugo. Il rakugo (落語, letteralmente “parole cadute”) è un genere teatrale giapponese. Esso consiste in un monologo comico in cui il narratore racconta la storia, Il rakugo-ka 落語家 (lo hamashi-ka) indossa il kimono e siede su di un cuscino in posizione inginocchiata (seiza 正座), con l’unico ausilio di un ventaglio di carta e di un lembo di tessuto (tenugui 手拭い). Questi strumenti teatrali possono rappresentare vari oggetti, come penne, sigarette, bacchette o anche portafogli. Inizialmente i senryū di questa colonna erano dedicati alle tecnologie informatiche in genere, ma, in seguito, sono diventati più “tematici”. Ecco alcuni esempi:

Tema: Password

Ha svelato
la mia password
la gracula religiosa

Hajime (autore selezionato alla IV edizione di IT senryū)

La gracula religiosa è un uccello, spesso tenuto come animale di casa in Giappone. Riesce a imitare la lingua umana, come i pappagalli.

Tema: Riavvio

Portano il dessert—
nello stomaco
un riavvio

Wakurai (autore selezionato alla IX edizione di IT senryū)

Nei suoi commenti il redattore Tatekawa Danko utilizza anche alcuni suoi senryū e la cosa è stata particolarmente apprezzata dai lettori.
Un altro esempio:

tema: Copia-incolla

copia-incolla-
entrando in un orecchio
esce dall’altro

Anonimo

Tema: Twitter

Twittando
da qualche parte ci saranno degli dei
che lo vedranno

Anonimo

In Giappone, su Twitter, non è raro fare richieste agli altri utenti per ottenere un consiglio o un aiuto in genere e si trova sempre qualcuno disposto a dare una mano. Questo “benefattore” viene considerato quasi come un dio, invisibile.

Esiste anche un altro tipo di senryū che tratta la realtà del mondo odierno, esprimendo le peculiarità dell’attuale cultura giapponese. Stiamo parlando degli otaku senryū, divenuti famosi grazie alla compagnia di servizi web Interlink.
La Interlink, dal 2005 al 2007, organizzava un concorso di IT senryū, ma a partire dal 2004 lo ha ribattezzato come concorso di otaku senryū, che attualmente si tiene una volta all’anno.
Questo cambiamento di nome si è rivelato particolarmente significativo, poiché Il concorso di otaku senryū raccoglie quei componimenti che venivano spesso rifiutati da altri concorsi. Eppure adesso, tra tutti i concorsi dedicati ai senryū della “comunicazione di massa”, quello degli otaku senryū è divenuto uno dei più famosi.
Citiamo un esempio:

defufufukopo
oufudopufuo
fuokanupou

Fumio (quarto classificato alla IX edizione del concorso di Otaku senryū)

Questo senryū è composto da speciali espressioni onomatopeiche da risata (hahaha, ecc.) in uso nell’ambiente otaku. Tuttavia, sono conosciute solo in tale contesto e i “profani” non riescono a decifrarle.

Ma chi sono questi otaku?
Tra le diversi definizioni, citiamo la seguente: otaku è un termine con connotazioni leggermente negative, riferito a persone che si appassionano troppo a qualche cosa e che possiedono conoscenze molto profonde riguardo all’oggetto del loro interesse.
Inizialmente, il termine otaku si usava solo per indicare gli appassionati di anime, manga e videogiochi, e di solito la passione eccessiva influenzava anche la vita quotidiana di queste persone. Ma con il passare del tempo, il temine ha acquisito un senso più ampio e generico.

Adesso gli argomenti principali dei componimenti del concorso sono:

  • anime/manga/seiyu (doppiatori di anime);
  • videogiochi;
  • cinema/musica;
  • idols;
  • mezzi di trasporto;
  • bellezza/moda;
  • fujyoshi (ragazze appassionate di fumetti sull’amore omosessuale (BL o “Boys Love”);
  • storia/castelli antichi;
  • Information Technology/Internet;
  • arti marziali;
  • altro.

La sezione “altro” è molto ampia: può essere trattato qualsiasi tipo di argomento. È possibile individuare un otaku senryū dal fatto che in esso viene descritto l’oggetto di una passione vera e profonda. Per esempio, un senryū sulle tecnologie informatiche che tratti, al contempo, la vita dei sarariman (“salary men”, cioè gli impiegati d’ufficio) sarebbe un sarariman senryū. Ma se questo è basato su una grande passione e una profonda conoscenza dell’argomento trattato, di certo è un otaku senryū.

La caratteristica principale di un senryū è quella di essere interessante, di attirare la nostra attenzione e non lasciarci indifferenti. Gli otaku senryū descrivono ed esprimono le particolarità e le difficoltà dell’essere un otaku. Ci sono poi molti componimenti che li ridicolizzano, in un certo modo “sublimandoli”.
Gli IT senryū, invece, descrivendo la realtà del progresso, ci permettono di immedesimarci nelle situazioni riportate, suscitando in noi una reazione del tipo “ah, sì, è proprio così!”. Inoltre, gli otaku senryū, scritti dagli otaku per esprimere la loro realtà, ci invitano a scoprire il nuovo mondo della moderna cultura giapponese, con i suoi argomenti legati all’umorismo e alla meraviglia.

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