La rana e il poeta, di Antonio Sacco e Leonardo Lazzari

Lettura critica di uno hokku di Kobayashi Issa, con affiancamento di uno haiku inedito degli autori.

Piccola rana
non ti arrendere
Issa è qui per te

Kobayashi Issa, con questo componimento, regala al lettore una vivida e suggestiva immagine.
Dal testo traspare l’intenzione di celebrare un’entità ordinaria quale può essere, appunto, una rana, mostrando il coraggio dello haijin di calarsi in una dimensione più umile, rinunciando al pensiero fisso dell’uomo che lo porta a ritenersi un “essere superiore”.
Si viene qui a creare un chiaro esempio del valore estetico dell’ogosoka (solennità dell’esperienza sensibile), che si estrinseca nel legame stabilitosi tra l’essere umano e quel piccolo soggetto, andando ad abbattere finanche le barriere fisiche, dovute alla netta differenza tra la dimensione dell’osservatore e quella dell’osservato.
Il superamento di questi limiti genera un secondo valore estetico, chiamato okashii, ovvero “ciò che suscita il riso”, creando un ribaltamento tra questi due valori, il quale manifesta l’alternarsi di commedia e tragedia nella vita umana.
E proprio parlando di vita: in questo componimento è lo haijin a dare uno scopo alla rana, sostenendola, o la rana (inducendo indirettamente l’uomo a sostenerla) gli permette di trovare un obiettivo, fornendogli un motivo per vivere? Ciò che è certo e lampante è come la natura dia vita alla natura stessa.
In riferimento allo haiku del Maestro Issa proponiamo un nostro componimento:

Resiste ancora
una giovane rana –
la incoraggio: oh, Issa!

“oh, Issa” ha qui sia un valore esortativo, sia di riferimento allo haiku del Maestro, presentando così un chiaro esempio di polisemia, aspetto frequente nella lingua nipponica, ma poco utilizzato nei componimenti di lingua italiana.
La lingua giapponese possiede, infatti, un termine specifico per indicare i casi di polisemia: kakekotoba (掛詞, kakeru = agganciare; kotoba = parola), o “parola perno”.
La funzione della parola perno è legare due immagini diverse permettendo all’impianto poetico di saltare da un significato all’altro senza mai limitarsi ad essere solamente uno dei due.
Dalla comparazione di questi due componimenti emerge chiaramente la capacità del genere haiku di stabilire un legame ed una continuità tra tempi e soggetti diversi.

One thought on “La rana e il poeta, di Antonio Sacco e Leonardo Lazzari

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...