Un kosenryū letto da Valeria Simonova-Cecon

Kosenryū tratto del primo volume dello Haifu-Yanagidaru.

むく鳥か 來てハ格子を あつからせ   古
mukudori ga kite wa kōshi o atsugarase

arrivati gli storni –
si scalda l’ambiente
dietro le grate

Kosenryū (古川柳) è il termine che indica i “vecchi senryū” del Settecento, pubblicati prevalentemente all’interno dei primi 26 volumi dell’antologia di senryū Haifu-Yanagidaru 誹風柳多留.
“Storno” (むく鳥 mukudori) era il soprannome dato in epoca Edo (1603-1868) ai lavoratori stagionali, quegli abitanti della campagna che, dopo la fine dei lavori nei campi e con l’arrivo della stagione fredda, si spostavano a Edo (l’odierna Tokyo) per guadagnare qualcosa facendo i manovali. In genere, non avevano molti soldi e non avevano ricevuto una buona educazione. Per timidezza o paura, preferivano andare in giro sempre in piccoli gruppetti, così da sembrare uno stormo di storni.
A volte, dopo lavoro, visitavano il quartiere dei divertimenti, il famoso Yoshiwara, dove si trovavano numerose “case da tè”, cioè praticamente case di piacere.
Queste “case da tè” avevano delle grandi finestre o verande, chiuse con grate di legno. Dietro le grate si esibivano le yūjo 遊女 (“donne di piacere”), cercando di attirare clienti (la cosiddetta pratica dello harimise 張り見世). Le donne non avevano nemmeno diritto di uscire dalla casa che le ospitava, salvo condizioni particolari, e per molte di loro quella grata era l’unica possibilità di vedere il mondo esterno. Va aggiunto che le yūjo di grado superiore non si esibivano come le altre fanciulle, ma restavano nelle stanze personali all’interno. Eccezion fatta per qualche rara occasione in cui a Yoshiwara queste donne organizzavano spettacoli aperti a tutti gli abitanti di Edo, le si poteva vedere soltanto pagando una somma piuttosto salata, oppure in situazioni del tutto speciali, che erano quindi considerate una vera fortuna. Ovviamente, i semplici paesani non potevano permettersi la compagnia né delle yūjo di grado superiore, né di quelle dietro le grate (al massimo potevano pagare le prostitute di basso grado che offrivano i loro servizi direttamente per strada), e si limitavano dunque a girare per Yoshiwara facendo quello che oggi chiamiamo “window-shopping”.
Questi uomini, poco educati, sudati e squattrinati, davano fastidio alle ragazze dietro le grate, che a loro volta cominciavano a “scaldarsi” di irritazione, lamentandosi e, chissà, forse anche prendendo in giro questi “signori”…

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