Demoni e mostri: gli yōkai senryū, di Valeria Simonova-Cecon

Con il termine yōkai (妖怪) – composto da , “maleficio, sortilegio”, e da kai, “manifestazione inquietante” – si fa riferimento a quelle apparizioni di spiriti, demoni o creature soprannaturali appartenenti alla mitologia giapponese.
Ci sono molte tipologie di yōkai: alcuni assomigliano tantissimo agli esseri umani (oppure ne possono prendere forma), altri ad animali o ad oggetti inanimati; ad alcuni, apertamente malvagi, piace nuocere alla gente, altri ancora sono “neutrali” o addirittura benefici.
Esiste una ricchissima ed antichissima tradizione mitologica fatta di racconti e leggende in cui i protagonisti principali sono yōkai.
Gli yōkai hanno raggiunto il picco di popolarità durante il periodo Edo mentre, a far data dagli anni Sessanta del ventesimo secolo, l’interesse nei loro confronti si risvegliò con l’apparizione di questi esserini nei vari manga e anime, primo fra tutti il famoso manga di Shigeru Mizuki intitolato Gegege no Kitaro (“Kitaro dei cimiteri”), la cui storia tratta di un ragazzo-yōkai con un occhio solo che abita in un cimitero.
L’associazione turistica di Sakaiminato, città natale di Shigeru Mizuki, da più di 10 anni ormai organizza un concorso annuale di senryū dedicati agli yōkai.
Abbiamo scelto per i lettori di Cinquesettecinque una decina di componimenti tra quelli risultati vincitori all’edizione 2014 del suddetto premio.

黄砂降り砂かけ婆も医者通い     角森玲子
kosa furi sunake-baba mo isha kayoi

cade la sabbia gialla
pure Sunake-baba ora
frequenta il dottore

(Kakumori Akiko)

Sabbia gialla (黄砂, kosa), che è anche un kigo primaverile, indica le tempeste di polvere asiatiche che dalla Cina vengono trasportate dal vento verso la Corea e il Giappone. Ultimamente non arriva solo sabbia, ma anche smog e molte sostanze nocive, prodotti di una difficile situazione ecologica nel Continente.
Sunake-baba è uno yōkai tradizionale delle prefetture di Nara e Hyogo, un demone invisibile che si diverte lanciando la sabbia negli occhi dei viaggiatori. Sulla base di queste leggende, anche nel manga Kitaro dei cimiteri venne creato un personaggio particolare: una vecchietta che porta sempre con sé una borsetta piena di sabbia, da usare per sconfiggere i nemici.
L’autore di questo senryū scherza sul fatto che le sabbie sporche e nocive dei tempi moderni farebbero male pure ad un essere così avvezzo alla sabbia come Sunake-baba.

死神がサボったお陰で長寿国     つぶ焼きイモー
shinigami ga sapotta okage de chōju kuni

la causa
della longevità in Giappone –
la pigrizia del shinigami

(Tsubuyaki Imo)

Shinigami è la personificazione o la divinità della morte in Giappone.

アベの矢をかわす我が家の貧乏神     中年やまめ
abe no ya kawasu waga ie no binbōgami

a casa mia
il Binbōgami riesce a schivare
le frecce di Abe

(Yamame di Mezza Età)

Binbōgami è la divinità della povertà. La sua presenza in casa è causa di problemi finanziari e, dunque, di miseria. Di solito viene descritto come un vecchio magrolino e sporco, con un ventaglio in mano.
“Le frecce di Abe” è un’espressione che metaforicamente viene usata per definire le riforme economiche del premier Giapponese Shinzo Abe. Spesso si dice anche: le frecce dell’abenomics. Contro il Binbōgami che abita nella casa dell’autore le riforme non sono però sufficienti…

貧乏神よずっと住むなら家賃出せ     オケラ家主
Binbōgami yo zutto sumu nara yachin dase

ehi, Binbōgami!
se abiti a casa mia
paga l’affitto!

(Okera Yanushi)

Ci sembra giusto, no?

政界に妖怪と呼ぶ器消え     有権者
seikai ni yokai to yobu ki utsuwa kie

nel mondo della politica
non c’è più chi possa essere chiamato
“demone”

(Elettore)

Un demone, ossia uno yōkai è un essere forte ed importante, sia nel bene che nel male. Tra i politici giapponesi, secondo l’autore di questo senryū, tale persona non esiste più…

いい夢を獏に食べられ二度寝する     角森玲子
ii yume o baku ni taberare nido ne suru

dando a Baku
un mio sogno buono
mi riaddormento

(Kakumori Akiko)

I Baku sono gli yōkai che mangiano i brutti sogni e gli incubi. Per evitare il male, appena risvegliatisi da un brutto sogno occorre pronunciare per tre volte le parole: Baku kurae!, “Baku, mangialo!” L’autore di questo senryū, tutto assonnato subito dopo il risveglio, per sbaglio ha dato a Baku un sogno buono. Forse per rimediare, si rimette quindi a dormire.

初夢は食べぬと獏も寝正月     いい夢を
hatsuyume wa tabenu to baku mo neshōgatsu

non è stato mangiato
il primo sogno dell’anno –
anche Baku è in ferie

(Iiyumeo)

一つ目小僧恋はいつでも一目惚れ     妖子
hitotsume-kodzo koi wa itsudemo hitomebore

Hitotsume-kodzo
s’innamora sempre
a prima vista

(Yako)

Hitotsume-kozo (“Ragazzo con un occhio solo”) è uno yōkai con le sembianze di un piccolo ragazzino con la testa rasata, una lingua lunghissima e un solo occhio al centro del volto. Si dice che questi yōkai non nuocciano veramente alla gente, ma si limitino a spaventarla. Di solito un Hitotsume-kozo compie qualche stupidaggine dando la schiena ad un adulto. L’adulto prova così a sgridare quello che gli pare essere un semplice ragazzino, ma poi questi si volta e l’uomo si spaventa tantissimo. Per evitare gli scherzetti di Hitotsume-kozo, la gente era solita porre davanti alla casa un cestino di bambù. Si credeva, infatti, che vedendo un cestino pieno di fori, Hitotsume-kozo avrebbe pensato che i fori stessi fossero gli occhi del cestino, provando così vergogna per averne uno solo, andandosene via.
L’autore di questo senryū crede che se Hitotsume-kozo ha un occhio solo, deve anche innamorarsi a prima vista. Anche perché chi oserà guardarlo in faccia una seconda volta?

ごめんねと雨ふり小僧虹を見せ     仲良しこよし
gomen ne to amefuri-kodzo niji o mise

chiedendo scusa
Amefuri-kodzo fa vedere
l’arcobaleno

(Nakayoshi Koyoshi)

Amefuri-kozo (“Ragazzo della pioggia”) è uno yōkai innocuo. Lo si può vedere dopo la pioggia mentre gioca nelle pozzanghere. Ha l’aspetto di un bambino che porta un cappello fatto con un ombrello rotto e tiene in mano una lanterna di carta. In questo senryū Amefuri-kozo, chiedendo scusa alla gente per aver fatto piovere, mostra la bellezza di un arcobaleno per rimediare al disagio.

マフラーがなかなか編めぬろくろ首     ネッシー
mafura ga nakanaka amenu rokurokubi

non riesce a finire
di sferruzzarsi la sciarpa
Rokurokubi

(Nessi)

Rokurokubi è uno yōkai che di giorno sembra una donna normalissima. Di notte, invece, ha l’abilità di allungare il collo e di cambiare volto per spaventare meglio gli esseri umani. Secondo le leggende, le rokurokubi vivono pacificamente con un marito umano. Alcune cercano di nascondere e sopprimere la loro natura demoniaca, altre, invece, se ne approfittano. Avendo un collo molto lungo, non è comunque facile farsi una sciarpa adeguata…

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