Non senza titolo di Daniel Gahnertz, letto da Luca Cenisi

GahnertzNon senza titolo è una raccolta di haiku in triplice lingua (svedese, inglese e italiano) del poeta e scrittore Daniel Gahnertz, già noto al pubblico per aver ottenuto diversi riconoscimenti letterari, tra cui il Premio Capoliveri Haiku e il Premio Matsuo Bashō.
L’opera, suddivisa in undici, brevi Sezioni (la prima delle quali, Inte utan titel, dà il nome all’intero libro) presenta una certa organicità e si caratterizza per uno stile decisamente orientato al versante gendai 現代.
La forma metrica, pur conservando tracce del canone tradizionale, si espande e si contrae non per mero capriccio, ma per seguire un percorso poetico ben preciso, dando origine a componimenti che – slegati da un sentimento naturalistico (kikan 季感) autoreferenziale – si rendono quasi inconsapevolmente testimoni di quel senso di profondità e mistero (yūgen 幽玄) che cela i contorni di una realtà più vasta di quella offerta agli occhi dello haijin:

Il tram ondeggia –
nebbia
sul ponte

Se in alcuni scritti pare evidenze l’influenza di autori come Tomas Tranströmer nelle stratificazione delle immagini (Onde sugli scogli / un rottweiler copre il cielo / con nubi di gabbiani), in altri Gahnertz prende le distanze da ogni forma di inferenza poetica e presenta al lettore uno stile aperto e mai scontato, capace di espandere la dimensione dello shizen 自然 oltre i limiti convenzionali (Gattino rosso / si fa crepuscolo / alla finestra).
Prendendo a modello gli shasei 写生(“spaccati di vita”) di Masaoka Shiki (1867-1902), il poeta opera un’attenta ricerca degli avvenimenti, ma senza perdere quel contatto – al contempo fisico e trascendentale – con il soffio vitale (fūryū 風流) che anima ogni cosa, allargando così lo spettro di suggestioni veicolabili dal dettato poetico e collocandosi a metà via tra la forma sottile della contemplazione individuale (hosomi 細身) e la vastità dell’esperienza sensibile.
La levità (karumi 軽み) dei sentimenti si mescola a frammenti visivi altrettanto leggeri, concorrendo ad alimentare un senso di costante sospensione, tanto dall’oggetto in sé quanto dal significato che gli appartiene:

La neve cade
dal terzo piano
alleggerendo un gabbiano

Prevalente, nell’impianto complessivo dell’opera, è il ricorso alla tecnica della combinazione o toriawase 取り合わせ, tanto nella variante armonizzante della torihayasi 取はやし quanto in quella più marcante della nibutsu shōgeki 二物衝撃.
Presenti, sebbene in numero esiguo, anche componimenti che appartengono al genere senryū 川柳 e che “spezzano” il flusso ricostruttivo offrendo al lettore un appiglio sicuro e, quantomai, tragicomico (Dopo l’ictus / il vecchio alcolista / è solo vecchio).
Il riferimento stagionale (kigo 季語), talvolta accantonato in favore di un dialogo più diretto con la dimensione personale dell’esperienza, resta comunque una discriminante fondamentale nel lavoro di Gahnertz, operando come polo di attrazione di eventi e suggestioni:

Bandiere
nella stessa direzione
dell’autunno

Non senza titolo è dunque una raccolta composita, ma in ultima istanza coerente, che intende porsi quale ponte di raccordo tra forma classica e stile gendai, offrendo così all’osservatore uno strumento indispensabile per immedesimarsi nella scena poetica con spontaneità e consapevolezza, quasi fosse egli stesso compartecipe degli eventi, concausa in quel processo di “assorbimento” simbolico che implica, suggerisce e associa senza mai imporre una direzione univoca alle cose.

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