Il mondo otaku in versi, di Valeria Simonova-Cecon

Otaku (おたく/オタク) è un termine giapponese che dagli anni Ottanta indica una subcultura giapponese di appassionati in modo ossessivo di manga, anime, e altri prodotti ad essi correlati. In Europa e negli Stati Uniti, il termine si usa senza alcuna connotazione negativa, non solo per i fan di manga e anime, ma anche per le persone appassionate di tutto ciò che proviene dal Giappone. In patria, invece, la parola otaku non sembra essere un complimento e spesso si applica anche per designare persone monomaniache o socialmente isolate (il concetto è strettamente correlato al termine anglosassone geek) .
Inoltre, otaku si riferisce all’influente subcultura del pop giapponese, emersa in Giappone alla fine degli anni Settanta. La subcultura otaku è ormai un fenomeno importante sia in Giappone che nelle altre parti del mondo, con il suo stile di vita, i vestiti, il gergo e un’industria intera di prodotti.
Nel 2005 la famosa società informatica nipponica Interlink organizza il primo concorso annuale di senryū dedicato alle emozioni e alla realtà del mondo otaku. Inizialmente chiamati IT-senryu, dal 2008 in poi vengono chiamati otaku senryū. La partecipazione al concorso è aperta a tutti e il vincitore viene scelto tramite voto online aperto al pubblico. Il vincitore del primo premio (colui che ha ottenuto più voti) riceve 100.000 yen e viene chiamato “dio degli otaku senryū”. Anche i seguenti 9 senryū ricevono dei premi monetari (2° e 3° posto: 50.000 yen, 4°-8° posto: 10.000 yen, 9°-10° posto: 5.000 yen). I migliori otaku senryū vengono anche pubblicati in un libro e su CD, dove vengono recitati da famosi seiyū (doppiatori degli anime giapponesi).
Assieme ai senryū, si organizza anche il concorso per la “mascotte” otaku dell’anno, il cosidetto Nyako Shikibu, con due nomine: un’illustrazione ed una foto del modello. La mascotte deve avere le orecchie di un gatto e tenere un pennello. Colui (o colei) chi vince il titolo di Nyako Shikibu riceve un premio di 50.000 yen. Nel 2013 la vincitrice del concorso ha fatto un viaggio al Japan Expo di Parigi per promuovere lo stile, la cultura ed i prodotti otaku durante l’evento.
Per capire bene gli otaku senryū bisogna conoscere il mondo degli anime e dei manga, i termini gergali/slang relativi agli ambienti otaku, ma anche la realtà internet in generale.
Un otaku generalmente è una persona che non lavora o almeno non ha un lavoro stabile, passa moltissimo tempo a casa davanti al pc, giocando, guardando anime, sognando i suoi eroi ed eroine preferiti. Talvolta spende molto per la sua passione, causando delle preoccupazioni ai genitori e ai famigliari. Non ha molti amici reali, ma piuttosto contatti virtuali con altri otaku come lui. Un’ironica ma sagace descrizione della vita di un otaku, chiuso in casa ed incollato al suo videogioco preferito, monster hunting (caccia ai mostri), – che definisce come “la caccia” – la ritroviamo nel seguente senryū (secondo classificato all’ottavo concorso di otaku senryū):

「お仕事は?」 「自宅警備と 狩り少々。」みゆみゆ

qual è il Suo impiego?
beh…faccio il guardiano della mia casa
e vado a caccia

Miyumiyu

Un altro otaku si lamenta dell’assenza dei rapporti nella vita reale:

好きな子が 一人も実在 していない 刹那

neanche una
ragazza che mi piace
nella vita reale

Istante

Ma con gli otaku succede anche di peggio:

おやすみの キスでポスター ふやけてる りんぱぱ

di baci
della buona notte
è umido il poster

Rinpopo

Il poster della sua eroina, attrice o cantante preferita, beninteso.

La subcultura otaku ha anche una grande industria. Un otaku è pronto a spendere per il suo idolo e per il suo anime o gioco preferito tutto quello che ha, come ci racconta Maro, vincitore del 20° posto al nono concorso di otaku senryū:

専属の ATMに 俺はなる まろ

ormai
sto diventando il bancomat
del mio idolo

Maro

Come nel caso dei sarariman senryū, gli otaku senryū vengono firmati con un pseudonimo che spesso aggiunge un alone nuance al senso complessivo del senryū.
Proponiamo, di seguito, la traduzione dei dieci vincitori del nono e ultimo concorso di otaku senryū, svoltosi nel 2013. Il “dio degli otaku senryū”, questa volta, ha ricevuto 1.210 voti dal pubblico.

1.
アニメ観て泣く俺を見て母が泣く れおにだす

vedendomi piangere
mentre guardo gli anime
piange pure la mamma

Leonida

Quante mamme hanno pianto guardando il loro caro figliolo diventare un otaku
Questo senryū è stato lodato per essere particolarmente bilanciato. Infatti, si capisce senza ulteriori commenti anche da chi non conosce i particolari del mondo di anime e manga. Lo pseudonimo, però, è tratto del famoso film “300”.

2.
「バカモン!」を 四十四年 ありがとう 静岡の甥

per quel “bakamon!”
in tutti e quarantaquattro gli anni
grazie

Nipote di Shizuoka

Questo senryū è dedicato alla memoria di Nagai Ichiro, un seiyū (doppiatore di anime) morto a gennaio 2014. Ichiro era molto conosciuto ed amato dagli otaku giapponesi; ha dato la voce ai personaggi di tanti anime come Pokemon, Anpanman, Manoscritto dei ninja, Lupin III, ecc. Tra l’altro, ha dato voce a un personaggio di Sazae san, un anime famosissimo a livello nazionale (probabilmente comparabile ai Simpsons americani). Sazae-san racconta la vita quotidiana di Sazae Fuguta, una giovane donna giapponese che abita in casa dei genitori con il fratellino Katsuo, la sorellina Wakame, il marito Masuo e il figlioletto Tara, descrivendo in chiave umoristica l’evoluzione della società giapponese dal dopoguerra in poi. Andato in onda per la prima volta nel lontano 1969, è l’anime più lungo della storia, tutt’ora in corso con oltre 6.900 episodi, e stabilmente in testa agli indici d’ascolto. La presenza di Sazae san è talmente importante nella società odierna giapponese che ha dato nome a due fenomeni: la sindrome Sazae san e l’effetto Sazae san. Ogni nuova puntata di Sazae san esce domenica sera, alle 18.30, e spesso in questo momento si realizza che il week-end è ormai giunto al termine e che il giorno seguente bisognerà andare al lavoro (o a scuola). Questo può causare una specie di depressione o malessere chiamata dai giapponesi “sindrome Sazae san”. L’effetto Sazae san è, invece, quel collegamento che risulta tra le quote della Borsa giapponese ed il rating dell’anime in questione. Domenica sera, se in molti rimangono a casa a guardare la TV (quindi anche Sazae san) invece di uscire e spendere, le quote si abbassano ed il rating cresce. Se invece la gente preferisce uscire, il rating dell’anime si abbassa ma le quote della Borsa crescono.
Nagai Ichiro doppiava il padre dell’eroina principale, il patriarca di una famiglia tradizionale giapponese. Mentre sgridava, ma con affetto, i suoi famigliari, diceva sempre; bakamon! – che in italiano potrebbe essere tradotto come “stupido!” Ha pronunciato questa frase per tutti e 44 gli anni d’esistenza dell’anime, diventando uno degli personaggi più simpatici per molti fan.

3.
「いいね!」には 「すごく」「どうでも」 つけるべき ふう太

al “mi piace!”
bisognerebbe aggiungere “molto”
e “mica tanto”

Grassone

Sì, il menu di Facebook non è mica completo…

4.
「いつやるの?」 聞かれ即答 「いつかやる・・・」 多々唯只徒

«Quando lo farai?»
rispondo subito:
«mah…un giorno…»

Tatatada Tadatata

Ogni anno, in Giappone, si sceglie la cosiddetta parola o “detto dell’anno”. Nel 2013 si sono contese il titolo ben quattro parole, di cui una – ora! oppure lo faccio ora! (giapp. ima deshyo , 今でしょう) – è tratta da una famosa pubblicità della Toyota, dove un professore delle scuole superiori, Toshin Hayami Osamu, alla domanda “Quando lo farai?” risponde: “Ora!” per incoraggiare gli spettatori ad agire, ad avere un approccio attivo nei confronti della vita.
Evidentemente, un otaku a questa domanda ha una risposta ben diversa…

5.
納豆は 大豆にはもう 戻れない 貴腐人

il natto –
non si ritorna più
ai semi di soia

Kifujin

Per capire questo senryū bisogna fare attenzione allo pseudonimo dell’autrice. La parola kifujin ha due significati. Scritta in modo tradizionale (貴婦人) significa “nobildonna”, “lady”; ma gli otaku, cambiando gli ideogrammi, la scrivono come 貴腐人, con la stessa pronuncia ma col significato di “una donna rovinata”. Così vengono chiamate le ragazze appassionate di un certo genere di anime, quelli dedicati alle relazioni d’amore tra uomini.
Il natto è un alimento tradizionale giapponese prodotto attraverso la fermentazione di semi di soia. Il sapore, molto forte, per molti (e soprattutto per gli occidentali) è di solito considerato sgradevole. Per analogia, come i semi di soia fermentati nel natto non ridiventeranno più freschi, così una donna che si appassiona degli anime di un certo tipo non tornerà alla normalità. Evidentemente, al pubblico del concorso è piaciuta la coraggiosa autoironia dell’autrice.

6.
五輪より コミケの心配 2020 あっくん

più delle Olimpiadi
mi preoccupa
il Comiket

A-kun

Il Comiket (コミケット Komiketto), conosciuto anche come Comic Market (コミックマーケット Komikku Māketto) o CM, è la più grande manifestazione al mondo dedicata ai fumetti. Si tiene due volte all’anno a Tokyo, in Giappone. Nel 2020, Tokyo ospiterà anche le Olimpiadi estive, e questo fatto ormai è causa di preoccupazione per molti giapponesi. Il periodo delle Olimpiadi coincide con il Comiket estivo e mentre la gente “normale” si preoccupa di un evento importante come appunto le Olimpiadi, un otaku è molto più intento a pensare se questa coincidenza non influisca negativamente sullo svolgimento del suo evento preferito.

7.
課金とは ゲーマー界の ドーピング はさみたこ

servizi a pagamento –
nel mondo dei videogiochi
come doping

Hasamitako

Questo senryū ironizza sulla realtà dei videogiochi online. Esistono molti giochi gratuiti cui si riesce a partecipare usando i soli servizi di base. Però, alcune cose che ti potrebbero aiutare ad andare avanti e a salire di livello più velocemente sono a pagamento. Quelli che non usano o usano poco questi servizi a pagamento si chiamano “light users”; quelli che spendono molto invece si chiamano “heavy users”. Dal punto di vista dei light users, i servizi a pagamento sono comparabili al doping del mondo sportivo.

8.
ツンデレだ 俺にはデレを 見せぬだけ 松永 智文

è tsundere!
però non mi fa ancora vedere
il suo dere

Matsunaga Tomofumi

Tsundere (ツンデレ) è un termine giapponese che indica uno stereotipo di personaggio femminile arrogante e combattivo che in seguito si rivela generoso e di buon cuore, manifestando così una contraddizione fra la propria personalità e la sua esteriorità. La parola nasce dall’unione delle parole tsuntsun (ツンツン) e deredere (デレデレ). Tsuntsun può essere tradotto in italiano come “freddo”, “imbronciato”, “spigoloso”, mentre deredere come “molto innamorato”. La ragazza che piace all’autore di questo senryū, al momento, gli fa vedere solamente il suo lato tsuntsun.

9.
おかしいな 来年魔法が 使えそう さくらんぼ男子

che strano…
l’anno prossimo sarò capace
di fare magie…

Cherry Boy-29

Anche nel caso di questo senryū dobbiamo prestare un’attenzione particolare allo pseudonimo. Cherry boy è usato per indicare quei ragazzi che non hanno ancora avuto un rapporto sessuale vero e proprio. Cherry boy-29 ci dice che il protagonista del senryū compirà, l’anno seguente, 30 anni.
Nel mondo degli otaku esiste una specie di leggenda secondo la quale se un uomo mantiene la verginità fino a 30 anni, diventa capace di fare magie.
In realtà il numero di giovani uomini che non fanno sesso in Giappone è in costante crescita. Qualche decennio fa, hanno coniato pure un termine speciale, yarahata, ossia “un ventenne che non lo fa”. Adesso hanno dovuto inventare una nuova parola, yaramiso, cioè “un trentenne che non lo fa”. Speriamo che non arrivino ai quarantenni!

10.
アニメ好き 出せるラインは ジブリまで 羽華

che anime mi piacciono?
Mah, diciamo che guardo i pezzi
dello studio Ghibli

Uka

Ogni anno in Giappone escono circa 180-200 nuovi anime. Un otaku degno di questo nome cerca di guardare almeno qualche puntata della maggior parte di essi per scegliere quello che seguirà poi fino alla fine. Molti di questi anime vanno in onda nelle ore più improbabili, molto tardi di notte o molto presto di mattina. Le persone normali, lontane dal mondo otaku conoscono ben poche cose oltre ad anime famosissimi come Sazae san, Doraemon oppure i film di Hayao Miyazaki girati dalla celebre Ghibli. Quindi, se uno di loro chiede ad un vero otaku cosa gli pace, inutile sorpassare certi limiti.

Il sito del concorso otaku senryū: http://www.575.cc/
Su Facebook: http://www.facebook.com/575otaseng

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