Il Kiyari Senryū Club, di Valeria Simonova-Cecon

Continuando a parlare di senryū letterari, questa volta presentiamo il Kiyari, uno dei più importanti club di senryū di Tokyo. Fu fondato nel lontano 1920 da tre amici: Murata Taibo, Mizushima Furo e Yasoshima Kakitsu. Nel 1929 Murata Taibo prese lo pseudonimo di Murata Shugyou e con questo nome divenne famoso come uno dei roku taika, i sei grandi scrittori di senryū. Dal 1934 Murata Shugyou assunse il ruolo di Editore Capo della rivista mensile Senryū Kiyari e di leader del Club.
I membri ufficiali del Kiyari oggi sono 145 ed ogni numero della rivista presenta 5 senryū di ciascun autore. Oltre a ciò, vengono pubblicati i lavori di molti amici del club, i risultati di vari kukai e concorsi, diversi articoli sulla storia e sulle caratteristiche del senryū, ecc. Dal dopoguerra, il Kiyari club collabora anche con i giapponesi che abitano negli Stati Uniti e che mandano i loro lavori ai concorsi e ai kukai. In genere, le attività del club assomigliano a quelle di molti altri circoli, sia di senryū che di haiku.
Ogni primo venerdì del mese viene organizzato un kukai, ossia un incontro per scrivere versi. Comincia alle 13.00; la partecipazione è a pagamento, 1.000 yen (circa 7 Euro) a persona. Ad ogni partecipante vengono consegnate delle strisce di carta speciali chiamate kusen, sulle quali vengono scritti i senryū in maniera tradizionale: dall’alto in basso, un verso per striscia. I senryū si scrivono (o si compongono prima) sui temi annunciati dalla rivista Senryū Kiyari del mese precedente. I temi vengono assegnati a due Sezioni distinte: la prima consiste di 3 temi e su ognuno è possibile scrivere fino a 3 senryū. Ogni tema ha un suo giudice, scelto tra i membri esperti del club e i cui nomi vengono annunciati, assieme ai temi stessi, all’interno della rivista. Anche il secondo blocco consiste di tre temi, ma con un massimo di 5 senryū per autore; inoltre i giudici vengono annunciati direttamente al kukai. Se un membro del club non riesce a presentarsi personalmente, può mandare i suoi componimenti a mezzo posta. Le strisce di carta con le poesie vengono consegnate ai giudici senza essere firmate.
La tradizione di scrivere i componimenti (sia senryū che haiku) su un tema predefinito è molto diffusa in Giappone. In molti club esiste inoltre l’usanza di scrivere su temi annunciati “sul posto”, durante lo svolgimento stesso del kukai. Tempo fa anche il secondo blocco tematico del club Kiyari funzionava così. Adesso si usa solo durante i kukai speciali organizzati per i membri più esperti, i cosiddetti “veterani”, capaci di improvvisare su due piedi fino a dieci senryū alla volta. Dopo la consegna dei componimenti, viene annunciata una pausa di circa un’ora, durante la quale i giudici leggono i versi presentati. In media, ad un kukai partecipano circa 60 persone e la quantità media di senryū consegnati a ciascun giudice è intorno ai 300. Ogni giudice sceglie 30 kasaku o “versi buoni”, cinque gogaku o “versi meritevoli” e tre sansai o “versi eccellenti”. Quando il giudice legge uno dei versi vincitori, l’autore si alza e annuncia il proprio nome. I versi vincitori guadagnano anche un punteggio:

kasaku: 1 punto
gogaku: 2 punti
sansai: 3 punti

Ogni sei mesi, sempre sulle pagine della rivista Senryū Kiyari, vengono resi noti i nomi dei 20 membri che hanno conseguito il punteggio più alto.
Anche nel periodo difficile della Seconda Guerra Mondiale, il club ha continuato a pubblicare la propria rivista mensilmente. Come tanti altri club, circoli e associazioni di senryū e haiku, i membri del club Kiyari cercano di seguire le orme dei loro fondatori e leader poetici, soprattutto Murata Shugyou, che era solito ripetere ai suoi discepoli: «Scrivete a partire dalla vostra vita qui ed ora. Vivacemente, energeticamente, con le vostre proprie parole esprimete in 17 sillabe ciò che volete condividere con gli altri. Senza cercare di creare qualcosa di particolare, speciale o straordinario, scoprite ed esprimete voi stessi decisamente e velocemente, usando parole semplici.» Riportiamo, di seguito, alcuni componimenti di Shugyou:

南無々々と暑さに負けぬお婆さん

namu, namu…
pregando, non si arrende il vecchio
alla calura

In questo senryū si parla del namu amida butsu, il mantra principale della setta buddhista della Terra Pura (alla quale, tra l’altro, apparteneva il famoso haijin Kobayashi Issa). Si crede che i fedeli che recitano in continuazione il nome di Amitabha Buddha, pronunciando questo mantra, al termine della loro vita attuale saranno ricevuti dal Buddha con il loro karma e troveranno ospitalità nel Paradiso Occidentale. La semplicità di questa forma di venerazione ne ha favorito fortemente la popolarità, soprattutto in Giappone.

金持の知らない味に芋が煮え

sconosciuto
ai ricchi il vero gusto
delle patate bollite

雑草に生きぬく力教へられ

impara
l’arte di restare in vita
dalle erbacce

箸ちょいと貸してといふも夫婦仲

fino a
scambiarsi le bacchette –
relazioni di coppia

Un piccolo e tenero momento d’intimità che esiste solo tra due persone molto vicine.

I membri del club tendono a dare rilievo, nei loro componimenti, a semplici cose quotidiane. Esiste anche il “Premio Shugyou” dedicato alla memoria del fondatore del club. Ogni mese, dalla rivista, vengono scelti i dieci lavori più meritevoli. Il migliore, scelto tra tutti e 120 gli scritti dell’anno, riceve l’ambito riconoscimento.
Presentiamo alcuni lavori dei membri del Kiyari:

緊張の声をマイクに拾われる 佐藤博信

assieme alla voce
il microfono trasmette
la mia commozione

Sato Hironobu

好きだった人の名を見る訃報欄 久郷せつ子

il nome
di colui che amavo
sul necrologio

Kugo Setsuko

髪型も変えてドラマは燃え上がり 朝倉大柏

se cambia pure
il taglio di capelli –
il dramma è vicino

Asakura Taihaku

年金の目減り命が軽く見え 粟飯原勇

abbassano la pensione –
di colpo la vita sembra
cosi fragile…

Aihara Isamu

耳遠く笑っていれば通じ合い 田部井呑柳

cominciano
i problemi d’udito –
si comunica col sorriso

Tabei Donryuu

青い目の笑顔あふれる浅草寺 我妻信子

tempio di Sensouji –
quanti volti sorridenti
con gli occhi azzurri…

Azuma Nobuko

La presenza di turisti stranieri, soprattutto europei e americani (tra cui non è difficile trovare persone con gli occhi chiari) si fa sentire sempre di più in Giappone, Paese di gente con capelli e occhi scuri.

被災地を無情に包む春の雪 織田順子

insensibile,
la neve primaverile copre
terreni contaminati

Oda Junko

Oda Junko abita a Fukushima e questo senryū è dedicato alle aree colpite dal disastro della centrale nucleare del 2011, come anche il seguente suo componimento:

大地震生者と死者の紙一重 織田順子

il terremoto –
i nomi dei morti e dei sopravvissuti
sullo stesso foglio

Oda Junko

デジカメになった軽いツーショット竹田光柳

con la digitale
non ha più la stessa importanza
la foto di coppia

Takeda Koryu

Tempo fa, per due innamorati o sposi fare una foto e avere, così, un ricordo di una giornata felice passata insieme era una vera impresa, rispetto ad oggi. Ma quello che otteniamo in modo troppo facile rischia di non avere più tutta quell’importanza…

居るだけで楽しい人と共に老い 竹田光柳

semplicemente
invecchiare con la persona
con cui stai bene

Takeda Koryu

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