Intervista ad Alenka Zorman, di Andrea Cecon

Alenka Zorman (1947) vive a Lubiana, in Slovenia. Giurista ritiratasi nel 2004, ha scritto e pubblicato haiku per più di quattordici anni. È stata presidente dello Haiku Club della Slovenia, Editore di Letni Časi e membro della World Haiku Association (WHA). Ha vinto diversi premi e menzioni in concorsi di haiku in Slovenia, Croazia e Giappone. I suoi lavori sono stati pubblicati in Bulgaria, Canada, Croazia, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Giappone, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Stati Uniti e su diversi siti web. Ha pubblicato due raccolte haiku. I suoi haiku e haiga si possono trovare anche su http://www.tempslibres.org/alenka/ e su http://www.ednevnik.si/?w=regrat.

Sei pubblicata su siti web, riviste, antologie…Ma ricordando le tue origini come haijin, cosa ti ha attratto dello haiku?

Il mio primo contatto con la poesia haiku è stato nell’autunno del 1999. Una delle mie colleghe di lavoro vinse un premio al concorso haiku Apokalipsa (Slovenia) ed in serata la vidi in televisione. Il giorno dopo mi complimentai portandole un fiore. Su mia richiesta mi spiegò, molto brevemente, cos’è uno haiku. Immediatamente capii che era qualcosa che già sentivo dentro me da tempo, pur non avendo conosciuto nulla di quel genere di poesia fino a quel momento. Cominciai a scrivere haiku inviandone una cinquantina all’editore di Letni Časi (“stagioni”, in sloveno, N.d.T.), la rivista dello Haiku Club sloveno, fondata nel 1997. L’editore disse che avevo talento, accettando circa un terzo dei miei lavori. L’amore per la natura, i momenti in cui posso fermarmi e concentrare i miei pensieri, sentimenti ed emozioni sulla bellezza della natura stessa certamente mi attirarono molto. Nello haiku ho trovato il parallelismo tra la natura e l’uomo come parte della natura, comprendendo che ogni cosa, nell’universo, è parte di un unico insieme. La brevità, la semplicità e la “modestia” della poesia haiku sono, a mio parere, i suoi punti forza. Per me haiku è una sorta di ode alla natura e un ringraziamento alla vita, anche quando affronto momenti difficili o di tristezza. Lo haiku arricchisce la mia vita nella sua fugacità. Non seguo sempre la regola formale del 5/7/5. Per me il senso di haiku è il suo momento a-ha, che è molto più importante della sua forma.

Scrivi i tuoi haiku prima nella tua lingua madre e dopo li traduci?

Sì, sempre. Amo la mia lingua: con essa posso esprimermi molto più che in inglese. Anche se devo dire che tradurre il mio haiku in inglese a volte mi dà come l’idea di cambiarlo e migliorarlo.

Cosa pensi del leggere haiku ad alta voce? Leggerli a bassa voce o mentalmente è un passo essenziale per te?

Io preferisco la lettura degli haiku in silenzio, sia per i miei che per quelli degli altri. Leggo e ripeto il mio haiku più volte, ma raramente ad alta voce. La lettura ad alta voce può essere valida ed importante per il ritmo delle parole, le assonanze, per le pause, ecc. La lettura di haiku in pubblico può essere troppo veloce per un ascoltatore – soprattutto se non è un haijin – che non può afferrare il senso di un haiku allo stesso modo di quando è stato scritto e quindi inteso dall’autore. Comunque, se gli haiku sono presentati in maniera istrionica, possono dare buoni risultati anche in tal senso.

Parlando della tua poesia, quale tipo di effetto vorresti trasmettere agli altri con i tuoi lavori?

Prima di tutto, scrivo haiku, tanka e con le fotografie compongo haiga a livello amatoriale. Quasi alla fine di ogni giornata, mi godo le immagini e i sentimenti che ho catturato durante il giorno e le butto giù in versi. In secondo luogo, mi piace condividere foto e haiku con alcuni miei amici per mostrare loro la bellezza delle piccole cose, le creature, e certi momenti della vita intorno a me. Naturalmente, una raccolta di haiku stampata è il modo migliore per presentare la propria poesia, ma mi piace molto anche vedere i miei haiku pubblicati in antologie internazionali, riviste, o altro.

Quali sono i tuoi pensieri sulla pubblicazione di haiku su internet?

Io preferisco libri, riviste, antologie e la condivisione dei miei haiku con un ristretto numero di amici (per lo più via e-mail). A mio parere, ci sono troppi siti web, blog, ecc. Difficile essere in grado di leggere e seguire tutto e magari commentare. La pubblicazione haiku su internet è bella da vedere e forse serve anche per imparare qualcosa dagli altri. Ma io, in fondo, preferisco trasmettere haiku basati sulle mie osservazioni e i miei sentimenti… e ad essere sincera e onesta, per me resta la cosa più importante.

cherry in bloom
not any sign of spring
in his words

ciliegio in fiore
nessun segno di primavera
nelle sue parole

bright morning
a spider weaves his web
in front of the mirror

mattino luminoso
un ragno tesse la tela
di fronte allo specchio

spring fashion
a window dresser
smiles at me

moda di primavera
una vetrinista sorride
rivolta a me

warm wind
her silky scarf touches
a passerby

vento caldo
la sua sciarpa di seta
tocca un passante

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